Ucciso dalla camorra per errore, le parole di due ras ‘inguaiano’ Marco Di Lauro

L’appuntamento è al prossimo 7 ottobre. Sarà quella la data della prossima udienza del processo sull’omicidio di Attilio Romanò, vittima innocente della camorra, il giovane che fu scambiato erroneamente per un parente di Rosario Pariante dai killer del clan Di Lauro. Sarà questa anche l’occasione per verificare la portata probatoria delle dichiarazioni di due ex pezzi da novanta della camorra di Secondigliano i cui verbali sono stati depositati in concomitanza con l’udienza di Appello del processo.

I due pentiti sono Gennaro Puzella, ex killer al soldo dei Di Lauro, e Antonio Accurso, ex reggente della Vanella Grassi e un tempo inserito nel ‘braccio militare’ dei Di Lauro. Il killer infatti, Mario Buono (già condannato all’ergastolo) credeva di avere di fronte il nipote del boss Rosario Pariante. In questo processo Marco Di Lauro è accusato di essere il mandante di quell’agguato. La deposizione dei verbali ha incontrato la netta opposizione di Gennaro Pecoraro e Sergio Cola, avvocati di Di Lauro, che hanno puntati il dito contro gli inquirenti: “Si tratta di dichiarazione risalenti al 2014 che potevano essere tranquillamente inserite tempo fa”.