La variante Delta
Foto di repertorio

Arriva il chiarimento dell’Iss sintomi, trasmissibilità e focolai della variante Delta. Oggi c’è stata la conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale Covid19 della Cabina di Regia con il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza.

“Vengono segnalati in Italia focolai di varianti, anche da variante Delta, che possono eludere i vaccini” spiega ad esempio il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. “Un sola dose – aggiunge il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza – potrebbe non bastare”.

LE DICHIARAZIONI

La curva epidemica nel nostro Paese è tra le più basse a livello dei principali paesi Ue. C’è una decrescita dei casi in tutte le Regioni e cominciano ad essere numerosi i comuni dove non ci sono stati casi nelle ultime settimane. L’età media di chi contrare l’infezione continua a decrescere e si colloca a 37 anni e scende a 55 anni l’età media dei ricoveri e 61 anni di chi accedere alla terapia intensiva. Tra i 75 e 78 anni l’età media dei decessi. Abbiamo segnalazioni anche in Italia focolai di variante Delta che presentano una maggiore trasmissibilità ed hanno anche la potenzialità di eludere parzialmente la risposta immunitaria. La situazione delle varianti deve essere osservata con grande attenzione. In alcuni paesi la variante Delta ha mostrato una rapida crescita e, soprattutto, bisogna dare particolare attenzione nel tracciamento dei contagi e nel loro isolamento nell’individuazione dei nuovi e nel sequenziamento dei virus. Il raggiungimento dell’elevata copertura vaccinale rappresenta uno strumento essenziale per prevenire recrudescenze di episodi pandemici”, afferma Brusaferro.

LA SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA

Abbiamo una situazione epidemiologica in miglioramento. Siamo sotto i 20 casi covid ogni 100mila abitanti. Rt è al si sotto dello 0,7. Ci troviamo in una situazione migliore rispetto agli altri paesi anche grazie alla campagna vaccinale e alle restrizioni. L’epidemia non è finita: dobbiamo continuare alla campagna vaccinale. Siamo lontani dalla immunità di gregge ma ci sono persone immuni, perché già infettate, e altre sono state vaccinate. La variante Delta è da prendere in considerazione, infatti, ha mostrato una trasmissibilità maggiore del 60% rispetto alla variante Uk. La gran parte della popolazione inglese è stata vaccinata con una dose singola e si è visto che potrebbe non coprire. Gli inglesi si sono affrettati a completare il ciclo mentre noi italiana abbiamo fatto altre scelte. Con qualche cautela possiamo dire che la situazione epidemiologica è più favorevole rispetto ad altri paesi“, dichiara Rezza.

VARIANTE DELTA E L’OBBLIGO DELLA QUARENTANA DALLA GRAN BRETAGNA

Abbiamo già focolai nella variante Delta in Italia. Tra due mesi è in grado di rimpiazzare la variante Uk. I suoi sintomi sono diversi: raffreddore, mal di gola, mal di testa, febbre, tosse e raramente anosmia“, afferma Rezza.

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