AZZURRI IN CRISI PROFONDA, CONTRO IL GENOA PASSAGGI SBAGLIATI E CONFUSIONE

Il Napoli perde ancora tra i fischi dei tifosi

E’ il periodo più nero dell’era De Laurentis; un mese e mezzo di agonia, fatto di amnesie, moduli tattici cambiati, ripensamenti, critiche ed autocritche. Il Napoli sembra essere finito in un sonno profondo da cui non riesce più a risvegliarsi; sempre più giù in classifica, statico e senza idee in mezzo al campo, fischiatissimo dal San Paolo, non accadeva da tempo! Il fortino inespugnabile in cui il Napoli aveva costruito le basi per i suoi assurdi sogni da “Champions”, oggi è terra di nessuno, il gemellato Genoa impone la legge del più forte, partita accorta e organizzata, e guizzo vincente di Jankovic al 25′ della ripresa che stende un Napoli incapace di rialzarsi e di reagire.
«Accidenti a te mister Reja per le tue sostituzioni sempre e comunque sbagliate, a te che non cambi mai modulo e che quando lo cambi hai torto lo stesso, a te che giochi sempre con gli stessi uomini…ah magari ne avessi altri probabilmente li faresti giocare, a te che vieni definito un difensivista … e poi quando eri a Cagliari e Vicenza, con i giocatori adatti, sapevi essere anche più offensivo di Zeman, la spregiudicatezza in persona! Accidenti a te Gargano che dovresti impostare l’azione, un ruolo delicatissimo che in realtà non ti compete perchè sei fatto di grinta e polmoni e i “piedi buoni” non è la dote che madre natura ti ha donato; “Mannaggia” a te Tanque Denis; perchè appena un anno fa, nel torneo di Apertura (campionato Argentino) facevi scatafasci nelle difese avversarie e fosti il capocannoniere con 18 reti e adesso non vedi la porta mai una volta; forse se eri ancora la punta dell’Independiente ne facevi altrettante di reti perchè lì in Argentina le difese si aprono di continuo lasciando praterie che neanche Heidi e il pastorino Peter del famoso cartone animato si sognavano; qui in Italia le cose vanno diversamente e chi dirige il Napoli doveva saperlo da prima!».

Ecco la genesi di una crisi che è all’apice dell’organizzazione, una crisi strutturale dunque, che risiede nelle strategie del patron e del diggì che gli sta affianco, una squadra precoce, giovane… troppo giovane, che sa volare sulle ali dell’entusiasmo quando le cose van bene; poi al complicarsi della situazione ecco il panico, la paura di sbagliare, l’ansia, la mancanza di personalità; manca la miscela dell’esperienza in questo Napoli, di chi tende la mano e si prende quella responsabilità in più, di chi dà tranquillità in campo. Vedi il Genoa, zeppo giovani anch’esso, ma costruito intorno a uomini di caratura, vedi Milanetto e Thiago Motta a centrocampo… due “imperatori”, vedi Milito.. un vero “principe”; poi ci sono i gregari, quelli che sanno di essere meno e allora corrono di più, Marco Rossi uno per tutti, e poi c’è chi entra e segna risolvendoti la domenica, ahimè Bosko Jankovic!

Il match in campo non è stato bellissimo, poche le emozioni e tanta grinta e intensità in mezzo al campo; il Napoli senza Datolo lasciato in panchina, e con il ritorno di Hamsik dopo la squalifica si fa pericoloso all’8 quando Denis incorna un cross di Vitale, palla alta. Al 18′ ecco la disattenzione difensiva a cui il Napoli sembra essere ormai abbonato, Vitale regala palla a Milito che da due passi spara su Navarro in uscita. Sul finire della prima frazione Lavezzi si crea lo spazio da fuori area, converge sul destro e conclude con la palla che sfila a lato.
A pochi minuti dall’inizio della ripresa, Gasperini azzecca i cambi vincenti, Sculli e Jankovic per Mesto ed uno spento Palladino; passa un minuto e Milito libera di tacco proprio Jankovic che da buona posizione mette a lato. Al 25′ il Genoa fa sua la gara: Milanetto conclude da fuori con Navarro che respinge, Cannavaro libera su Milito, l’azione prosegue con lo stesso Milanetto che inventa il corridoio per Jankovic, il serbo tutto solo spiazza Navarro e gela il San Paolo. La reazione del Napoli è tutta in una girata in area di Lavezzi che finisce fuori e un tiro da lontanissimo di Vitale controllato da Rubinho; l’ingresso di Russotto e Pià per Denis e Maggio non cambiano l’inerzia del match, il Genoa controlla e non permette all’avversario di filtrare nei propri sedici metri. Finisce tra i fischi assordanti del pubblico, nel prossimo turno il Napoli affronterà l’insidiosa trasferta di Torino contro la Juve… non poteva capitare in un momento peggiore!