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venerdì, Maggio 20, 2022
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«BALLOTTAGGIO IN SALSA QUALIANESE»


«Hanno macinato sabbia dentro i mulini a vento. L’offensiva mediatica dell’ex sindaco Michele Schiano non ha sortito alcun effetto sugli elettori. Anzi, visto il risultato finale, li ha inviperiti ancora di più. Eppure Michele “nostro” riponeva molta fiducia nell’ultima settimana di campagna elettorale. Comizi, manifesti, volantini, gazebo, televisione, brochure propagandistiche, radio, camion, macchine volanti, macchine parlanti, furgoni, Suv, trerroti, motorini, motociclette 10 Hp, biciclette, uomini sandwich, uomini rana, sommozzatori. Insomma meglio di quanto, su scala nazionale, avrebbe fatto il comandante in capo e cioè l’Onorevole capo dell’opposizione Silvio Berlusconi nelle ultime elezioni politiche. L’ex sindaco era talmente sicuro del fatto suo che aveva addirittura confidato al sottoscritto che “l’aria stava finalmente cambiando”. Lui era sceso in campo e “Pasquale Galdiero”, definito il mio masto, “si poteva scordare i numeri ed i consensi avuti al primo turno. “Dalle 15 di oggi pomeriggio quando inizierà lo spoglio delle urne (lunedì 12 giugno c.a. ndr) tutti i sostenitori di Galdiero avranno una amara sorpresa”. Diavolo di uno Schiano.



Proclami e Turbamenti.
Confesso che mi ha turbato non poco con quelle parole. Un mio amico, il quale ha osservato da vicino tutta la scena dell’incontro con Schiano, cerca inutilmente di rincuorarmi e rasserenarmi. Io invece continuo ad essere turbato da quelle parole, e, tra me e la mia anima penso : “Vuoi vedere che l’ex sindaco e capo indiscusso del centro destra ha proprio ragione”. Il mio turbamento nasce da un semplice ragionamento : se Michele Schiano in questi ultimi venti anni ha costruito un consenso molto ampio intorno alla sua persona e lo ha messo poi sul mercato della politica con successo, perché non potrebbe accadere anche questa volta ? Lui, il prode e valoroso combattente Michele nostro, è considerato un vero e proprio segugio del vento elettorale. Ne avrà sicuramente annusato il cambio di direzione. Voi vedere che … sotto sotto …Le mie riflessioni in tal senso sono anche suffragate dal fatto che nei due giorni prima del turno di ballottaggio molti signori delle preferenze, candidati con il centro destra, sono diventati di colpo baldanzosi, veloci ed addirittura disinvolti nel loro spedito passeggio fuori le mura del castello di Scialone II. Alcuni di essi addirittura iniziano a sorridere. Non accadeva dal 29 maggio. “La sovraesposizione del nostro condottiero e subcomandante vi farà avere un sacco di palate” (in senso figurato ovviamente ndr), continuano a sostenere gli illustri esponenti di una gloriosa dinastia locale, i cui autorevoli membri risiedono stabilmente nel fossato che separa la corte di Mario Cacciapuoti dal bar Mimì. A questo punto sono anch’io molto dubbioso sull’esito del risultato finale del ballottaggio. I miei compagni di ventura mi espongono dati, cifre, tendenze di voto, proiezioni demoscopiche, ma niente da fare. Schiano mi ha turbato. Già penso all’esodo forzato verso le mura di città più amiche degli altri 6/5 della mia famiglia (1 moglie, 2 figli, 2 tartarughe e ovviamente il sottoscritto), quando in tutto questo balletto di numeri, cifre capovolte ed oscuri disegni cosmici, mi rivedo con uno dei due delfini eletti al consiglio comunale, il quale mi demoralizza ancora di più. E’ la spallata finale al mio fragile ed ormai già compromesso equilibrio mentale. “Sono abbastanza sconsolato” mi dice il cetaceo. “In queste ultime ore ho visto ai seggi solo elettori del centro destra. I nostri non sono venuti a votare”. E’ la batosta finale.


Depresso e demoralizzato. Ormai sono anche depresso. Scuro e depresso. Prendo il ventesimo caffè della mattinata al solito bar e mi avvio ad assistere allo “spoglio” delle urne. Il bar e la sezione n. 16 della scuola Santa Chiara distano fra loro non più di cento metri. Ma per il sottoscritto, che ha ancora impresse le parole di Schiano nella mente, sono come una traversata nel deserto. Una vera e propria Parigi – Dakar da percorrere a piedi. Anzi una vera e propria via Crucis (perdonate il paragone). Comunque ci siamo, sono le 15. Ultimi verbali per presidente, segretario e scrutatori. Via, si comincia. Le prime 10 schede. Con voce limpida, chiara ed altisonante il capo del seggio elettorale inizia a proclamare : “Galdiero, Galdiero, Galdiero, Galdiero, Cacciapuoti, Cacciapuoti, Galdiero, Galdiero, Cacciapuoti, Galdiero”. 7 a 3. E’ questo il rapporto numerico che resterà costante fino alla fine. Alle 15.50 circa la Santa Chiara esplode. E’ qui la festa. Da “giù alla cupa” inizia l’effetto domino che farà poi scoppiare tutta la città. Qualiano è finalmente liberata. Diavolo di un Michele, avevi proprio ragione. Il vento stava proprio cambiando. Anzi stava soffiando talmente forte che da lì a breve si sarebbe trasformato in un fortissimo uragano. Anzi uno tsunami. Bye Bye Schiano, la gente sta già acclamando il nuovo capopopolo».

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