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domenica, Maggio 15, 2022
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L’UOMO E L’UNIVERSO


Nel corso della storia l’essere umano ha cercato in tutti i modi di svelare il maggiore mistero che l’assillava, quello dell’universo. Attraverso la simbologia, fin dai primordi, ha evidenziato cosa vedeva in cielo. Monumenti come le Piramidi d’Egitto, gli edifici Maya, le statue Azteche sono pieni di simboli e figure che convergono in una sola direzione: il rapporto uomo – spazio – tempo.
I corpi celesti, la luna, il sole, sono presenti nella maggior parte dei ritrovamenti archeologici del mondo, attribuendo in taluni casi addirittura nomi alle località. Un esempio è rappresentato dalla zona della Lunigiana, nel comune di Mulazzo (Ms), dove di recente una scoperta ha portato alla luce quattro statue-stele risalenti a 5.000 anni fa. Nelle statuette è palese il culto arcaico dell’ adorazione della dea Luna, infatti presentano enigmatici volti di forma tipicamente “lunata”, come in altre scoperte in antitesi è presente il culto del dio Sole.
Anche le teorie astronomiche moderne erano già presenti nell’antichità. Nelle scritture cuneiformi babilonesi troviamo evidenziate le fasi di Venere, si parla in queste di un cono destro e uno sinistro del pianeta.
Abdurrahman Sufi, descrisse le nebulose che saranno scoperte solo nel 1614, con la nascita dei primi telescopi. Lucio Anneo Seneca che visse tra il 3 e 65 d.C., nell’opera Naturalium quaestionum libri, scrisse parole paragonabili a quelle di Galileo, quando i cosmologi dibattevano appunto sul sistema tolemaico e copernicano.
“…Sarà anche opportuno esaminare questi argomenti, affinché noi possiamo sapere se il cosmo ruoti attorno alla terra immobile, o sia la terra che giri mentre l’universo sta fermo. E’ stato detto, infatti, che noi siamo fatti girare da una forza naturale, perciò il sorgere e il tramontare degli astri non avvengono perché il cielo si muove, ma perché noi sorgiamo e tramontiamo…”
Nel 45 a.C., quindi un secolo prima di Seneca, Cicerone scriveva negli Academicorum :
“…Il siracusano Hiceta, secondo quanto testimonia Teofratso, ritiene che il cielo, il sole, la luna, le stelle e , insomma, tutti i corpi celesti stiano fermi e che nessun corpo dell’universo si muova tranne la terra; la quale, girando e ruotando attorno al proprio asse (circum axem) con grandissima velocità, produce l’effetto che sarebbe prodotto dal muoversi di tutti i corpi celesti mentre la terra fosse immobile…”
Infine Plutarco, poligrafo del primo secolo d.C., scrisse: “Filolao pone al centro il fuoco, come se fosse centro dell’universo, e attorno a quel fuoco fa girare la terra in cerchio obliquo, al pari del sole e della luna”.

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