Abusata a 15 anni dall’amico di famiglia, ma non va in carcere: «Quando mi vede mi ride in faccia»

Un vero e proprio incubo, a causa di un uomo che lei chiamava ‘zio’: in realtà era un amico di famiglia, che frequentava la sua casa, e che da amico si trasformò in orco. La storia di Anna (nome di fantasia) è raccontata dal quotidiano La Nuova Sardegna e ripresa dal Corriere della Sera: quell’uomo, avvicinatosi a lei quando le fu diagnosticata una fibrosi cistica, inizialmente sembrava gentile. Poi iniziarono le carezze, le coccole, sempre più invasive e inadeguate.

«Mi dava dei baci, mi sembrava normale. Poi sono arrivate le carezze verso il seno e l’inguine, voleva chiudersi in camera con me, anche a casa sua quando c’era la moglie», racconta la ragazza, ora 15enne: e poi mesi e mesi di messaggi sul telefonino, la gelosia nei confronti dei compagni di classe. Fino ad una strana ‘visita’ in casa in cui voleva salire nella sua stanza mentre lei faceva la doccia, comportamenti che portarono a ulteriori sospetti in famiglia.

Una relazione insana durata fino alla denuncia, arrivata quando la mamma della ragazza ha scoperto tutto dopo averle controllato il cellulare. L’uomo, un 51enne, grazie al patteggiamento e alla riduzione di due terzi perché i fatti sono stati giudicati di lieve entità, non ha fatto nemmeno un giorno di carcere: condannato a venti mesi con la condizionale, è un uomo libero. «Ora quando lo incrocio per strada mi ride in faccia», racconta Anna al Corriere: oltre alla mancata prigione, non potrà nemmeno avere un divieto di avvicinamento. E l’incubo di questa ragazzina, 15 anni, non è ancora finito.