Un clan ancora forte e dominante, che non è stato scalfito nè dagli arresti nè dai tentativi di scissione. Un clan a due teste, che da una parte continua a coltivare le alleanze con le altre cosche e dall’altra ha rapporti con la politica locale. Questa la fotografia scattata dalla Dia del Clan Mallardo nell’ultima relazione pubblicata ieri.

Le alleanze del clan Mallardo

I magistrati scrivono: “Il comprensorio di Giugliano fa rilevare la diffusa influenza dello storico clan Mallardo, componente di vertice nell’alveo dell’Alleanza di Secondigliano,
con un ruolo di straordinaria centralità nelle dinamiche decisionali e strategiche del predetto cartello. Il clan, forte del prestigio acquisito nel tempo, continua a mantenere solidi legami familiari con i i Contini, i Licciardi, i Bosti nella città di Napoli, ottime relazioni con i Nuvoletta, Polverino, Orlando, di Marano di Napoli, con i clan Ferrara-Cacciapuoti di Villaricca  nonché e tramite suoi referenti, anche a Qualiano, dove operano i gruppi satellite D’Alterio-Pianese e De Rosa, tra loro antagonisti. Peraltro, è in rapporti con il clan dei Casalesi in particolare con il clan Bidognetti, fino a realizzare un cartello con i Licciardi ed i Casalesi chiamato convenzionalmente “gruppo misto”.

I rapporti con la politica

Per i magistrati “il sodalizio giuglianese è dotato di una struttura stabilmente radicata sul territorio detenendo la supremazia nel controllo degli affari illeciti in area grazie al formidabile potere economico acquisito negli anni che gli ha consentito di non implodere nonostante la straordinaria pressione giudiziaria (arresti e provvedimenti ablativi) e i tentativi di scissione. Nel corso degli anni, e in varie occasioni, il clan ha orientato le scelte politiche locali cogestendo in modo funzionale la cosa pubblica e riuscendo sistematicamente a controllare il settore degli appalti pubblici o attraverso la diretta cooptazione di uomini politici e/o funzionari amministrativi, ovvero tramite l’aggiudicazione delle gare ad imprese indirettamente riconducibili al clan”.

Una conferma di sinergie tra il clan Mallardo e il mondo imprenditoriale è emersa da
un’indagine condotta a Napoli e Firenze dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di finanza che,
il 29 aprile 2020, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di due
imprenditori legati ad esponenti apicali del clan. Gli indagati avevano creato
una sorta di holding criminale con lo scopo di riciclare i proventi illeciti del clan attraverso una fitta rete di società immobiliari, strutture alberghiere, ristoranti ville, supermercati, scuderie, stabilimenti balneari ed altri beni a loro riconducibili.

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