Detenuto morto in cella, chiesta una perizia: nel processo anche il giuglianese Sequino

E’ stata rinviata al 12 dicembre novembre, dal GUP di Isernia l’udienza del processo nei confronti di Aniello Sequino, 25enne di Giugliano (difeso dall’avvocato Salvatore Cacciapuoti), imputato del reato di omicidio aggravato avvenuto nei confronti di un altro detenuto del carcere di Campobasso, che nel 2014 fu ritrovato senza vita nelle celle del penitenziario, in circostanze poco chiare. Il giudice ha disposto una perizia d’ufficio.

I fatti

La vittima, un 45enne di Roma, si chiamava Fabio De Luca. Aveva 45 anni quando, nel novembre del 2015, fu portato d’urgenza in ospedale in gravi condizioni. Era recluso per rapina ai danni della madre residente. Il reato
ipotizzato inizialmente era quello di morte o lesioni come conseguenza di altro
delitto. Le gravi condizioni in cui versava – grave trauma cranico e conseguenti
lesioni cerebrali all’altezza della nuca – ne determinarono il trasferimento a
Campobasso per essere sottoposto a intervento chirurgico alla testa. L’11 novembre,
dopo circa una settimana di agonia in rianimazione, De Luca muore al Cardarelli a
seguito dei traumi riportati. A seguito dell’autopsia si scoprì che ad ammazzare De Luca non fu una caduta accidentale, così come si era ipotizzato inizialmente, ma un “trauma cranico multifocale”. Dunque si fece strada l’ipotesi di un pestaggio in cella. Tre ex compagni di detenzione della vittima furono accusati di omicidio dalla procura di Isernia. Tra questi c’è anche Aniello Sequino di Giugliano, mentre gli altri due imputati Francesco Formigli ed Elia Tatangelo hanno scelto il rito abbreviato.