Sei un avvocato, hai finalmente terminato la lunga gavetta all’interno di uno studio legale e vuoi dar spazio alla tua voglia di indipendenza mettendoti in proprio? Bene, in queste poche righe cercherò di darti le prime e basilari informazioni per aprire uno studio legale di successo. La prima cosa che devi tenere in considerazione è che questo comporterà tutta una serie di sacrifici da parte tua, spalmati durante un lungo arco di tempo.

In Italia, si sa, gli avvocati sono tanti, i tempi della giustizia lenti e le capacità di difesa degli italiani, sempre più poveri, in calo. Se, da una parte, i grandi studi legali non vedono crisi grazie ai loro ormai consolidati contatti, diverso è il discorso per i giovani che si affacciano alla professione di avvocato.

Inoltre, devi considerare che, per un avvocato, l’apertura di uno studio legale è sì il punto di partenza dell’attività indipendente, ma solo dopo una lunga gavetta fatta di tirocini – talvolta addirittura gratuiti – e praticantato.

A seguito della laurea magistrale e della pratica forense necessaria per l’abilitazione, effettuata presso uno studio legale terzo già avviato, si deve innanzitutto sostenere l’esame di stato che, una volta superato, permette l’iscrizione all’Ordine degli avvocati e all’Albo di competenza provinciale.

Dopo aver ottenuto la carica di avvocato, è consigliabile spendere ulteriori anni di lavoro sotto uno studio legale affermato per consolidare la propria esperienza professionale ed allargare il proprio network di conoscenze.

Napoli una delle città con più studi legali

In percentuale, il capoluogo campano si colloca ai primi posti per l’elevato numero di studi legali. Con oltre 34mila iscritti, la Campania si conferma la prima Regione per numero di avvocati, mentre Napoli è la terza provincia con 13.564 iscritti, dietro solo a Roma e Milano. Il dato emerge da “I numeri dell’avvocatura”, documento redatto annualmente dalla Cassa Forense.

Ma allora: a chi bisogna affidarsi per aprire uno studio legale a Napoli? E a chi, invece, per gestire le incombenze fiscali e burocratiche in tranquillità?

Per tutto ciò che riguarda la fiscalità, esistono piattaforme come Fiscozen, che fornisce servizi “all inclusive” a professionisti ed imprese individuali.

Diverse le prestazioni offerte, tra cui: dichiarazione dei redditi, calcolo imposte e contributi, predisposizione F24, invio modello Intrastat, fatturazione elettronica illimitata e tanto altro.

I prezzi sono convenienti. Infatti si va dai 299 € + IVA per la gestione della P. IVA nel regime forfettario ai 799€ + IVA per il regime ordinario semplificato.

L’apertura, inoltre, è completamente gratuita per chiunque intenda dedicarsi ad un’attività libero-professionale, come appunto quella di avvocato.

Perché aprire Partita IVA come avvocato?

La Partita IVA da avvocato è necessaria per poter svolgere attività legale in regime di libera professione o per fondare un proprio studio. Inoltre, capita spesso che, anche ai collaboratori di studi e/o professionisti già avviati, venga richiesto di aprire la Partita IVA: alcuni titolari, infatti, preferiscono dare luogo a collaborazioni di questo genere, per non dover sostenere i costi relativi all’assunzione (a breve o lungo termine) di un dipendente.

Dunque, sono tante le ragioni che possono spingere un avvocato ad aprire la Partita IVA: dal desiderio di avviare una propria attività professionale, alla volontà di mantenere attiva una collaborazione già in corso.

 

 

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