Stamattina la morte di un neonato ha stravolto la comunità di Santa Maria Capua Vetere. Il corpo esanime del piccolo è stato ritrovato dalla mamma, così come riportato da EdizioneCaserta. Alle ore 10 circa la donna ha fatto scattare l’allarme tra parenti e vicini che hanno ascoltato il suo grido di dolore.

SI INDAGA SULLA MORTE DEL NEONATO

Il decesso potrebbe essere avvenuto qualche ora prima, poiché la mamma avrebbe dato l’ultima poppata al piccolo alle ore 6. In via don Luigi Sturzo sono giunti gli agenti della polizia di stato che dovranno ricostruire la dinamica della vicenda. I soccorritori, invece, hanno potuto solo constatare il decesso del neonato di 4 mesi.

LE MORTI BIANCHE

La sindrome della morte in culla, o sudden infant death syndrome (Sids), colpisce i neonati tra un mese e un anno di età. La definizione Sids dell’Istituto Superiore di Sanità, che non corrisponde a una precisa patologia, si applica quando si possono escludere, (previa autopsia e analisi accurate dello stato di salute del bambino e delle circostanze della sua morte), tutte le altre cause note per spiegare il decesso del neonato, da malformazioni a eventi dolosi.

La Sids ha una più elevata probabilità di verificarsi quando sussistono alcune condizioni e comportamenti da parte delle madri, dei padri e delle persone che curano i neonati. In particolare, tra i fattori di rischio si annoverano.  Far dormire il bambino in posizione prona, ossia sulla pancia. Far dormire il bambino su materassi, cuscini  e piumini soffici e avvolgenti. Esposizione del feto e del neonato al fumo. Secondo i Cdc americani, l’esposizione a fumo nel corso della gravidanza triplica il rischio di Sids e quella a fumo passivo nei primi mesi di vita lo raddoppia. Giovanissima età della madre e assenza di un percorso di assistenza adeguata nel periodo pre e post natale. Nascita prematura del neonato o basso peso alla nascita. Presenza di infezioni respiratorie.

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