Borseggi alla stazione di Napoli, il profilo di ‘Marcello’: era lui a capo della banda

Era lui che indicava le vittime. Era lui che teneva i contatti con gli altri membri della banda dei borseggiatori che faceva man bassa dei turisti e dei viaggiatori che ogni giorno prendevano la Circum. Vincenzo Trinchella detto ‘Marcello’ è indicato nell’ordinanza firmata dal gip Caputo come il ‘vertice’ del gruppo smantellato ieri mattina. In un’occasione ‘Marcello’ è anche riuscito a sfuggire all’arresto scappando nei vicoli a ridosso della stazione dopo il furto di una carta di credito di una turista. In quell’occasione all’inseguimento partecipò anche personale della Dia.

Il modus operandi

Il modus operandi consisteva nel seguire la vittima fino al treno, circondarla e, mentre saliva a bordo, approfittando della ressa, distrarla dall’azione fulminea di chi con abilità da professionista gli sfilava il portafogli. Una volta sottratta la refurtiva, se le circostanze lo permettevano, il borseggiatore indietreggiava, restando sul marciapiedi alla partenza del convoglio, oppure proseguiva a bordo treno fino alla fermata successiva dove, nella maggior parte dei casi, veniva raggiunto a bordo di uno scooter da un altro complice che recuperava il maltolto e si allontanava velocemente.

L’attività di indagine condotta dagli agenti del Compartimento di Polizia Ferroviaria di Napoli, sotto la direzione ed il coordinamento  della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, anche con intercettazioni telefoniche e con l’ausilio di riprese video, ha permesso di cristallizzare l’attività del gruppo, operante su più fronti e con una capillare organizzazione funzionale, capace di dare vita ad una fiorente attività criminosa.

All’interno del sodalizio si era sviluppato un linguaggio codificato che veniva utilizzato per esprimere concetti importanti in modo immediato e breve, senza farsi comprendere dagli estranei al gruppo. Si tratta di un vero e proprio “idioma del borseggiatore”, con neologismi dialettali afferenti alla cosiddetta “parlèsia”, linguaggio in uso alla malavita.