Camorra a Miano:«Volevano il potere e sequestrarono il fratello di un pentito», il retroscena

C’è un altro aspetto della guerra di camorra a Miano, aspetti relativi alle rivalità crescenti tra i gruppi e i sottogruppi nati dalla deflagrazione del clan Lo Russo. A raccontare ai magistrati quello che avvenne dopo il pentimento di Carlo Lo Russo è stato il collaboratore di giustizia Ciro Ferrara, ex referente dei ‘capitoni’ a Chiaiano prima di pentirsi. Ferrara ha raccontato di un episodio riguardante Valerio Nappello e il fratello di Mariano Torre che di lì a poco sarebbe anche lui passato dalla parte dello Stato:

«Ho incontrato Lino Torre, fratello di Mariano, nella sua abitazione nella Masseria Cardone e lui mi ha raccontato di essere stato seriamente minacciato. E’ stato attirato in trappola in un appartamento dove Annunziata, Mango, Peluso e Carlo Nappello junior, alla presenza di Valerio Nappello, lo legarono ad una sedia e lo volevano uccidere. Lino mi ha detto anche che si è salvato solo perché Valerio gli ha detto che non lo avrebbe ucciso solo per timore che il fratello Mariano si sarebbe potuto pentire. Ho saputo anche che nell’occasione si sono
impossessati di 150mila euro provento dei traffici di droga che aveva Lino Torre». Bisogna chiarire che nessuno delle persone menzionate al momento è indagata relativamente a quell’episodio.