Campania in lockdown, De Magistris attacca De Luca:
Campania in lockdown, De Magistris attacca De Luca: "La sua ordinanza è incomprensibile"

«Trovo quest’ordinanza veramente incomprensibile perché limitare durante una fase in cui le giornate iniziano ad essere più miti la possibilità delle persone di camminare, ad esempio in un grande parco all’aperto dove non c’è il rischio di contagio e invece chiuderle nei luoghi in cui c’è maggiore diffusività, è incomprensibile non solo sul piano ordinamentale, politico e dei diritti costituzionali ma sbagliato anche da un punto di vista sanitario. Questa ordinanza non mi convince, e non la trovo necessaria ed efficace»Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha commentato l’ordinanza emanata ieri dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, con cui da oggi in tutto il territorio regionale sono chiuse piazze, lungomari, parchi, giardini e ville comunali.

Mentre aumentano in modo esponenziale i contagiati e i morti, Napoli è ormai in stato di abbandono e de Magistris sembra non avere neanche una maggioranza politica, il sindaco pensa a prendersela con De Luca: «Fa propaganda politica per dire sono arrivato primo».

Covid: ordinanza De Luca, stare a casa il più possibile

 “Risulta indispensabile scongiurare i rischi connessi agli assembramenti ed affollamenti nei luoghi pubblici”, mentre “si raccomanda alla popolazione di evitare tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio contesto abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”. Lo scrive il presidente della Regione Vincenzo De Luca nell’ordinanza che dispone da domani e fino al 21 marzo, termine di scadenza della ‘zona rossa’ fissata per la Campania dal ministero della Salute, la chiusura di luoghi a rischio assembramento, dai lungomari alle ville comunali.


    Nell’ordinanza si cita l’ultimo Report previsionale elaborato dal Ministero della Salute, che per la Campania “proietta i dati relativi agli indicatori di sorveglianza a valori di Rt pari a 1,76”, mentre “il rischio di soglie critiche di occupazione dei posti letto in area medica e terapia in tensiva disponibili a livello regionale nei prossimi 30 giorni supera la probabilità del 50%”. (ANSA).

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