Caso don Michele Barone, il Vescovo Spinillo protegge la Chiesa

Il Vescovo della Diocesi di Aversa, MonsAngelo Spinillo, ha negato le responsabilità della Chiesa in merito alla vicenda di don Michele Barone in un’intervista realizzata dal “Mattino”: “È una situazione tristissima, della quale nella sua estrema crudezza abbiamo appreso dagli organi ufficiali e dalla stampa. Una serie di azioni molto gravi di cui non avevamo conoscenza. E questo ci dispiace profondamente.”

Il 16 febbraio 2018 Monsignor Spinillo ha emesso un decreto di sospensione canonica a carico di Don Michele Barone, il prete coinvolto in più casi di abusi sessuali, maltrattamenti ed esorcismi illeciti, reso noto dalla trasmissione “Le Iene”. Don Michele era stato ammonito già in precedenza, a seguito delle informazioni pervenute dai media circa le sue pratiche esorcistiche, ma non aveva mai riconosciuto o accettato che si trattasse di veri e propri esorcismi.

Il Vescovo ha confermato di aver ascoltato la richiesta d’aiuto della sorella della ragazzina esorcizzata, protagonista del servizio delle “Iene”. Purtroppo però dal primo incontro con i familiari della bambina è emersa come negativa soltanto la perplessità di una delle sorelle riguardo alla scelta delle “cure” adatte alla piccola, mentre i genitori si sono mostrati particolarmente fiduciosi nell’assistenza di Don Michele. “Non sapevamo che tipo di percorso avesse innescato l’esposto della sorella. Noi abbiamo sempre sviluppato un continuo dialogo con don Michele: lui certo non era autorizzato alla pratica esorcistica e ribadiva trattarsi solo di preghiere e benedizioni. Ci ha fatto persino incontrare altri genitori che erano dalla sua parte e che confermavano ciò. Ma non ci siamo fermati: abbiamo raccolto altri elementi che hanno portato, poi, alla sospensione di un anno” – ha concluso Spinillo.