Clan Contini senza scrupoli: “Uccidiamo tuo figlio”, avvocato si toglie la vita dopo le minacce

Immagine di repertorio

“Ho lo sfratto da sette mesi per morosità…non ho comprato le scarpe da calcio ai miei figli…perché non avevo i soldi…mi sono venduto la catenina e il braccialetto per pagare l’Enel…se uno mi vuole uccidere, mi uccide…però non minacciare i miei figli perché sto impazzendo…” questo è solo uno stralcio delle intercettazioni delle intercettazioni tra un avvocato e un emissario del clan Contini deputato a recuperare delle somme di denaro.

Nella conversazione telefonica registrata emerge tutta la preoccupazione dell’uomo anche nei confronti dei figli. Le continue minacce del clan portarono al suicidio del legale appena pochi mesi dopo questa intercettazione.

L’avvocato civilista accettò di riciclare i soldi nella disponibilità di Ciro Di Carluccio (destinatario di una misura cautelare) nel settore immobiliare. Dopo avere preso i soldi, il professionista, invece di usarli per gli investimenti promessi, li spende tutti per altro, scatenando l’ira di Di Carluccio che, attraverso uno dei suoi uomini, inizia a fare pressioni fino a minacciare di morte sia l’avvocato che il figlio, ora 17enne. Le continue pressioni portarono l’avvocato, impossibilitato a restituire la somma, a togliersi la vita.