Covid in Italia. Stabili i nuovi contagi, diminuisce pressione sugli ospedali. Il bollettino

Covid in Italia bollettino
Covid in Italia bollettino

In Italia, dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, almeno 1.564.532 persone hanno contratto il virus Sars-CoV-2 (compresi guariti e morti): i nuovi casi sono +26.323, +1,7% rispetto al giorno prima (ieri erano +28.352), mentre i decessi odierni sono +686, +1,3% (ieri erano +827), per un totale di 54.363 vittime. Le persone guarite o dimesse complessivamente sono 720.861: +24.214 quelle uscite oggi dall’incubo Covid, +3,5% (ieri erano +35.467). E gli attuali positivi — i soggetti che adesso hanno il virus — risultano essere in totale 789.308, pari a +1.415 rispetto a ieri, +0,2% (ieri erano -7.952), e sono visibili nella quinta colonna da destra della tabella. La previsione (pessimistica), ipotizzata a metà novembre durante le impennate dei casi, di raggiungere il milione di attuali infetti a fine mese per fortuna non si è avverata, grazie alle misure restrittive che hanno «raffreddato» la curva dei contagi.

I tamponi sono stati 225.940, ovvero 3.137 in più rispetto a ieri quando erano stati 222.803. Mentre il tasso di positività è intorno al 12% : di preciso 11,7%. Vuol dire che su 100 tamponi eseguiti quasi 12 sono risultati positivi; ieri era del 12,7%. Questa percentuale dà l’idea dell’andamento dei contagi, indipendentemente dal numero di test effettuati.

 

Meno contagi in 24 ore rispetto a ieri con 3 mila test in più, comunque sempre sopra quota 20 mila per il settimo giorno consecutivo. Il rapporto di casi su tamponi si abbassa di un punto, passando dal 12,7% all’11,7%. Un buon segnale. È vero che la velocità di trasmissione del virus rallenta, «ma il numero dei casi giornalieri rimane significativo e se non decresce, diventa un fattore critico», come ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro.

Si abbassa ancora la pressione sul sistema sanitario (per il terzo giorno di fila). La curva dei ricoveri si appiattisce e «si riduce la probabilità di saturazione dei posti in rianimazione», ha spiegato Brusaferro. Di fatto, nella seconda ondata per quanto riguarda le terapie intensive non si è mai arrivati al picco della prima ondata, pari a 4.068 malati in rianimazione che si è verificato il 3 aprile. Oggi, i pazienti ricoverati con sintomi sono 33.299 (-385, -1,1%; ieri -354), mentre quelli più gravi in terapia intensiva sono 3.762 (-20, -%; ieri -64).