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mercoledì, Febbraio 8, 2023

Covid, resta l’obbligo del vaccino e la multa di 100 euro per i no-vax

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La Corte Costituzionale ritiene inammissibile le questioni poste da cinque uffici giudiziari e salva l’obbligo vaccinale ‘Draghiano‘ agli over 50. La Corte si è esposta su svariati punti riguardanti: obblighi vaccinali (soprattutto per professioni sanitarie, scolastiche e over 50) e relative multe.

L’inammissibile e il non irragionevole della Corte Costituzionale

Sono cinque i quesiti che la Corte Costituzionale ha ritenuto inammissibili. Nel particolare ad essere stata giudicata in questi termini, per ragioni processuali, è stata l’impossibilità per le professioni sanitarie, prive di contatti interpersonali, che hanno rifiutato di fare il vaccino di lavorare (quando il lavoro non prevedeva contatti interpersonali). La Corte ha invece ritenuto NON irragionevoli le scelte prese sull’obbligo vaccinale per le professioni sanitarie durante il periodo pandemico.

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Ad essere non fondate, per la Corte, sono in oltre tutte quelle questioni sulla previsione che esclude la corresponsione di un assegno del datore di lavoro ai dipendenti sospesi per la mancata iniezione vaccinale. La questione fa riferimento a tutto il tempo della sospensione e ai dipendenti delle professioni sanitarie o scolastiche. Nell’attesa del deposito delle sentenze da parte della Corte arriva anche la scadenza per chi sarà soggetto a multa per “mancato vaccino”.

Scattate le sanzioni 

Da ieri, infatti, sono scattate sanzioni per almeno due milioni totali, a chi non ha adempito al suo dovere civile (e personale). Chi era tenuto a vaccinarsi contro il Covid, per obbligo dovuto alla categoria, riceverà una sanzione di 100 euro a testa. Sono infatti finiti i 180 giorni a disposizione per poter giustificare la mancata iniezione anti Covid. Le categorie a rischio multa sono: professori, operatori sanitari, forze dell’ordine e over 50.

La percentuale di dissensi e consensi al vaccino nelle regioni italiane è stata eterogenea; alcune regioni si sono mostrate più restie rispetto ad altre. Agli ultimi banchi troviamo: Friuli Venezia Giulia, Calabria e Abruzzo “campioni” di dissensi con una maggiore percentuale di non vaccinati. Ai primi “banchi” troviamo invece Puglia, Lazio, Toscana e Molise in queste regioni la percentuale di vaccinati, con almeno due dosi, tra i 50 e 59 anni supera il 90%. Con lo scattare delle scelte della Corte e l’arrivo delle prime sanzioni ritornano anche le proteste no-vax. Quest’ultimi tra complottismi che sfiorano il fantascientifico e tesi di libertà che cadono con una scelta semantica spesso di cattivo gusto ed irrispettosa per alcuni periodi buii del vecchio continente scendono in campo per difendere una tesi che si trasforma sempre più, grazie ai loro stessi scivoloni, in anti-tesi.

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