«Vi invito oggi a mangiare bene e a bere con abbondanza, ma non la Coca Cola! Vino buono, perché il vino è segno della vita eterna! In paradiso fratelli miei gli astemi non potranno entrare, perché si beve il vino». Con queste parole don Pietro Cesena, parroco della popolosa frazione di Borgotrebbia alla prima periferia di Piacenza, un tempo chiamata la «Stalingrado Rossa, ha fatto diventare virale la messa recitata in occasione del Natale.

Ad aprile don Pietro aveva già pagato una multa

I fedeli presenti hanno sorriso e applauso dopo le parole del religioso. Don Cesena, inoltre, è un sacerdote molto popolare a Piacenza, rendendosi protagonista di alcuni fatti di cronaca lo scorso aprile. Il prete, infatti, pagò 400 euro di multa per aver recitato una messa con i fedeli presenti in un periodo in cui era vietato.

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Si erano sposati stamattina in chiesa e per la sera avevano organizzato un banchetto clandestino con una decina di invitati, tutti nelle proprie stazie di un hotel-ristorante. L’accaduto, nei pressi di Castellammare di Stabia, nel napoletano, è stato rivelato dai carabinieri che hanno fatto irruzione e hanno bloccato le intenzioni della coppia e del gruppo di invitati. I carabinieri sono intervenuti nella struttura di un Comune dei Monti Latti, scoprendo che in hotel erano presenti tutti con regolare prenotazione. A scriverlo è Il Mattino.

Per aggirare le norme anti Covid, gli ospiti avevano finto di soggiornare nelle camere della struttura. In realtà erano tutti invitati alla cerimonia proibita dal decreto Conte a pochi giorni dal Natale.  Sono intervenuti i carabinieri prima che gli ospiti si sedessero a tavola. I carabinieri arrivati in albergo hanno verificato che erano presenti solo gli sposi e i parenti come anticipato dal Mattino. La coppia, pronta per il banchetto, è stata identificata. Si tratta di due giovani dell’area stabiese, residenti al Nord. Il banchetto annullato per l’arrivo dei militari, che stanno effettuando verifiche anche in altre strutture ricettive tra Castellammare e i Lattari. Tutto è stato interrotto pochi minuti prima dell’inizio dai carabinieri. Visto che la cena non era ancora iniziata, i carabinieri hanno solo identificato titolari della struttura ricettiva, invitati e sposi, senza comminare nessuna sanzione. Controlli simili sono in corso in altre strutture.

 

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