Da sinistra Salvatore e Aniello Ferretti

Erano finiti in manette nel corso di un maxi blitz contro il clan Affinito-Ferretti attivo nella zona del Vesuviano (leggi qui l’articolo). L’indagine, condotta dai militari del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna sotto la direzione della D.D.A. di Napoli, era stata originariamente avviata a seguito della latitanza di Salvatore Calabria. Si tratta dell’esponente apicale del clan camorristico De Sena egemone ad Acerra. L’uomo si rese irreperibile all’indomani della condanna all’ergastolo e dell’emissione nei suoi confronti della misura cautelare della custodia in carcere in relazione all’omicidio di Giovanni Sodano, alias “o ciucciaro”. Al centro dell’inchiesta figuravano i fratelli Salvatore e Aniello Ferretti, indicati come facenti parte di un gruppo che curava i rapporti con i fornitori per l’approvvigionamento di cocaina con cadenza pressoché quotidiana.

La sorpresa è arrivata oggi con la decisione del tribunale del Riesame di Napoli (X sezione) che ha annullato l’ordinanza per i due accogliendo pienamente le argomentazioni dei loro difensori. Per Salvatore gli avvocati Antonio Abet e Carmelina Perone mentre per Aniello il solo avvocato Abet. Eppure per la Procura l’associazione diretta da Ferretti dimostrava, per come emerso dalle attività, di essere ben radicata sul territorio. Quindi dotata di un vasto giro di clienti, di armi e con mire espansionistiche verso gli analoghi mercati della droga insistenti nei comuni limitrofi. Veniva inoltre rilevata la rottura tra Ferretti ed un suo sodale ed il passaggio di quest’ultimo ad un altro clan, che permetteva di cristallizzare l’esistenza di una ulteriore piazza di spaccio attiva ad Acerra e diretta da Ciro Affinito, alias “nas e cane”. Il Riesame dunque ha ribaltato tutto. Bisognerà attendere 45 giorni per conoscere le motivazioni.

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