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sabato, Agosto 13, 2022
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Faida di Mugnano, carcere a vita per sei boss della Scissione


La Cassazione ha posto la parola fine al processo per la faida di Mugnano, la sanguinosa guerra di camorra combattuta negli anni Novanta tra i Di Lauro e i Ruocco. I boss della zona, successivamente protagonisti della scissione, tentavano di farsi largo per raggiungere i vertici della cupola, per mettere le mani sul mercato della droga e controllare gli affari illeciti dell’area nord del capoluogo partenopeo. In contrapposizione c’erano i Di Lauro e i Ruocco. Tra le vittime proprio Angela Ronga, madre del boss Antonio Ruocco ‘capareccia’. A tale delitto seguì quello di Negri che, secondo alcuni collaboratori di giustizia, avrebbe dato aiuto Ruocco nell’individuazione degli obiettivi nemici. La Suprema Corte ha confermato i risultati del processo d’appello bis confermando il carcere a vita per il collaboratore di giustizia Rosario Pariante, per Massimiliano Cafasso e Carmine Minucci e per i fratelli Guido, Antonio e Raffaele Abbinante. Per Raffaele Amato, boss degli Scissionisti, il processo d’appello bis si era concluso con una riduzione di pena: Amato, difeso dall’avvocato Domenico Dello Iacono, aveva infatti rimediato una pena a 24 anni di reclusione. Una consistente riduzione se pensiamo che il pubblico ministero aveva chiesto anche per lui l’ergastolo. La Cassazione ha dunque confermato anche per lui il risultato ottenuto nel secondo appello. La notizia riportata questa mattina da Il Roma.

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