È la giornata clou. Quella del vertice decisivo. L’ultimo atto di un duello tra i rigoristi da una parte e il premier Conte dalll’altra. Uno scontro sul quale sono puntate le attenzioni del Paese: l’esito, infatti, servirà a definire a quali regole gli italiani dovranno attenersi durante le festività di Natale.

Parenti stretti, ricongiungimenti limitatissimi con massimo due persone aggiuntive e deroghe pensate per anziani soli, almeno 8 giorni di zona rossa tra il 24 dicembre e il 3 gennaio. Forse anche più di otto.

Stamani, intanto, il premier Conte, più propenso per una linea “morbida”, che consenta di evitare la stretta totale nei giorni non festivi che da Natale ci portano dritti al nuovo anno – il 28, 29 e 30 dicembre – incontra i capi delegazione di maggioranza per stabilire una direzione. A seguire, sarà la volta del confronto con Regioni e Comuni (attorno alle 14). Nel pomeriggio, i nuovi limiti e paletti saranno portati all’esame del Consiglio dei ministri per trasformarsi, formalmente, in un nuovo decreto mirato. A quel punto, in serata, la conferenza stampa del presidente del Consiglio che annuncerà al Paese cosa si potrà fare – soprattutto cosa no – nelle prossime settimane di festa.

 

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