Frattamaggiore piange Florindo, addio al ‘gigante buono’: “Sarai l’angelo che tutti vorrebbero”

Ha lasciato un vuoto immenso in tutta la città di Frattamaggiore la scomparsa di Florindo D’Angelo, conosciuto da molti amici come il ‘gigante buono’. Florindo aveva una grandissima personalità grazie alla quale, nel corso della sua vita, si era fatto amare e ben volere da tutti.

Su Facebook sono stati tantissimi i commenti di chi ha voluto ricordarlo anche con un semplice saluto. Tra i messaggi a lui dedicati, tra i più belli e significativi c’è quello scritto sulla pagina “Associazione Ex Alunni Liceo Durante”, istituto in cui – e per cui – Florindo era stato un punto di riferimento:

“Viviamo un momento storico atroce, drammatico, di infinita incertezza sul presente e sul futuro. Poi, oggi, questa notizia devastante. Florindo, il famosissimo Florindo D’Angelo, non c’è più. Chi non lo ricorda mentre scorrazzava a bordo del suo scooter verde metallizzato tra la rotonda ed il liceo classico “Francesco Durante” di Frattamaggiore? Io lo conosco da più di trent’anni, con lui ho condiviso gli anni del liceo. Eravamo quelli della sezione “B”.

Florindo era uno in gamba, una grande mente, un’intelligenza acuta e perspicace e quando si appassionava non ce n’era per nessuno. La prima volta che l’ho visto, ho subito codificato tutto quel che avrebbe rappresentato nel mio percorso di adolescente liceale quel ragazzo lì.

Florindo aveva degli stupendi occhi chiari, capelli ricci, fisico ben piazzato, di quelli che non hai mai paura di nulla e di nessuno perché sai che ti avrebbe protetta da tutto e tutti. Ho percepito subito quanta simpatia gratuita e supporto costante ci avrebbe donato gratuitamente.

Non una ma innumerevoli volte ho avuto modo di constatare la sua nobiltà d’animo e la sua bontà. Aveva sempre una parola di conforto per tutti e mai, non chiedeva mai nulla in cambio. Quante risate indimenticabili, amico mio. Le tue battute appartengono alle nostre vite e alla nostra storia perché tu, ragazzo forte e coraggioso, ne hai fatto parte rendendole immortali.

La vita con te è sempre stata molto dura e ti ha costretto a crescere in fretta. Eravamo ancora al ginnasio quando hai perso il tuo papà. Eppure, tra alti e bassi, sei andato avanti, hai lottato nonostante il vuoto dentro. C’erano la tua mamma ed i tuoi fratelli più piccoli ed improvvisamente ti sei ritrovato a dover fare da capofamiglia.

Sei rimasto in piedi, continuando ad essere un punto di riferimento per chiunque. Era quello che ti riusciva meglio. Come tutti soffrivi ma, come alcuni di noi, preferivi nascondere il dolore dietro a sorrisi ed allegria. Era impossibile non notarti perché in tutto quel che facevi e dicevi era un continuo palcoscenico sul quale tu non potevi che essere l’indiscusso protagonista.

Insieme siamo stati rappresentanti di classe, due idealisti che volevano cambiare il mondo ed ora eccoci qui nel 2020 con un’altra delle tue “rumorose” performance. Nella testa mi rimbomba la tua voce autorevole, le tue battute, le tue risate, le cose che dicevi, gli abbracci che donavi incondizionatamente, quell’affetto che non ha prezzo ed in cui hai coinvolto anche me, sempre molto timida e riservata. Flo’, a te non si poteva dire di no!

Parlare di te è molto complicato. Avevi mille sfaccettature e riportarle su questo foglio bianco, tra tutte queste lacrime, è insopportabile perché abbiamo sempre gioito nel ripercorrerle insieme a te. Come riassumerti oltre i tanti, indimenticabili ricordi? Non è possibile e neanche umano.

Avevi una sensibilità che andava oltre ed in ogni momento di tristezza eri sempre pronto ad offrire il tuo supporto. Non ti si poteva nascondere nulla perché, mentre si cercava di simulare, avevi già percepito che qualcosa non andava.
Eri un grande oratore e ti contraddistingueva l’arte della persuasione. Amavi il latino, eri il mio latinista preferito grazie ad una donna che ci ha fatto appassionare alle lettere classiche sebbene molti le definiscano lingue morte.

La professoressa Maiello, insegnante per vocazione e di profonda ed inarrivabile cultura, ha saputo trasmetterci l’importanza di quelle discipline, che non sono morte ma semi per comprendere tantissime cose e formare generazioni piene di sogni da realizzare come la nostra.

Eri terreno fertile anche quando ti mostravi strafottente e svogliato. Avevi i numeri ed avevi capacità uniche e speciali.

Sei capitato in una classe in cui la quota rosa era predominante e dicevi che eravamo le tue bimbe. Ed ora, Flo’? Dove sei andato? Perché? Come facciamo senza sentire qualcuna delle tue battute? Devo pensare davvero che ti sei inventato tutto questo per costringere noi a parlare di te?

Hai sempre saputo quanto bene ti volessimo. Hai sempre saputo che abbiamo sempre colto la tua malinconia dietro a tutte le risate che ci hai donato, ma non hai mai chiesto, non hai mai chiesto nulla. I tuoi messaggi, le nostre foto insieme saranno custoditi come cimeli per sempre ed oggi eccoci qui a parlare di te, nessuno escluso. Come al solito sei leader e protagonista!

Siamo a pezzi, devastati, increduli, affranti, immensamente tristi. Lo siamo noi, le tue bimbe, i tuoi compagni di classe, la nostra professoressa di latino e greco. Neanche lei ti dimenticherà mai, non dimenticherà le volte che ci ha “cazziati” e scovati per renderci adulti consapevoli attraverso lo studio. Noi l’abbiamo apprezzata e ammirata per questo ed anche tu, grato sempre. Lo so perché ce lo siamo detti tante volte che siamo stati fortunati ad averla.

Vuoi che parliamo di te ed allora ti accontento, riportandoti tutto quel che pensiamo e ci siamo detti in queste ore atroci. Sei sempre stato un raggio di sole, con le sue nuvole passeggere, ma come tutti noi del resto. Vivrai sempre nei nostri cuori, nei nostri pensieri e soprattutto nei ricordi felici e spensierati della nostra giovinezza. Il tuo cuore ha smesso di battere, ma un cuore che ha toccato così tante vite continuerà a vivere in coloro che amava. Eri amico di tutti ed un confidente preziosissimo. Dietro una facciata spavalda e dissacrante nascondevi una sensibilità fuori dal comune. E’ bello ricordarti come un’esplosione di fuochi d’artificio. Eri una mente eccelsa, ma simpatico quanto testardo, l’amico del cuore che tutti vorrebbero e che abbiamo avuto la fortuna di incontrare lungo il nostro cammino. Forse ci rendiamo conto solo ora di quante cose avremmo dovuto fare e dire senza attendere un domani imprecisato, che ora non arriverà mai. Avremmo potuto essere migliori e all’altezza, più presenti ed attenti. Quante cose potevamo essere e non siamo stati, caro Florindo.

Ricordi Flo’, quando la professoressa Grande mi chiamava Eraclito l’oscuro o San Pietro “murmuliatore”? Le dava fastidio che commentassi le sue spiegazioni di storia e filosofia. Eppure non mi hai mai detto cosa secondo te volesse dire. Che darei perché potessi farlo ora! Flo’, e gli sproloqui sui compiti di italiano? Il tema con la De Stefano era un appuntamento con le nostre piccole “Divine Commedie”. Poi Castaldo ed il terrore della chimica che un’interrogazione di fisica quantistica era più rilassante. Scorreva l’elenco: Capone, Cerbone, Cerbone, Chianese fino in fondo e poi Flo’, eccola la’ che ci fregava, risaliva l’elenco e ci chiamava, anche se caduti dal motorino con un cerotto in fronte o il gesso al braccio.

Non sai quanto vorremmo che servisse a riportarti sul tuo scooter, al tuo “rumoroso” arrivo, mezzo addormentato, al solito posto: nel palazzo di fronte al liceo di via Matteotti per salire in classe e condividere un’altra giornata insieme. Ora di matematica e tramezzini della pasticceria Gallo. Compito in classe di latino o greco e tutti muti perché guai a copiare. La prof. Maiello incombe vigile alle nostre spalle, sulle nostre teste. Ma che importa Flo’? A noi piaceva tradurre quelle incomprensibili lingue morte. Per noi era una sfida ed una meravigliosa soddisfazione.

In questo momento atroce per tutti, ti illudi di esser uscito di scena e la citazione latina “Bona mors est homini, vitae quae extinguit mala” ci fa pensare a te, ma continueremo a non accettarla. Il pianeta sta soffrendo e non possiamo condividere che “La morte è un bene per l’uomo perché pone fine ai mali della vita”. Sai perché, caro Florindo? Perché proprio per quanto è triste e pesante questo momento, noi avevamo ancora bisogno di una persona brillante come te, che trovava ancora copioni ed inventava sceneggiature per farci sorridere. Invece te ne sei andato, facendo rumore nei nostri cuori e nelle nostre anime. Non dimentichiamo e non possiamo dimenticare, mai! Ti vogliamo bene, raggio di sole con le sue nuvole passeggere”.