Interrotto summit armato a Scampia, mazzata finale per il gruppo di ‘Abbasc Miano’

Un vero e proprio summit interrotto dagli uomini della squadra mobile e da quelli del commissariato di Scampia (guidati da Giovanni Bruno Mandato). Un intervento che di fatto decreta la mazzata finale per il gruppo di ‘Abbasc Miano’, il gruppo che nei mesi scorsi ha tentato di prendere il posto dei Lo Russo. Tra gli arrestati infatti figurano personaggi legati a doppio filo ai nuovi capi del gruppo che dalle palazzine di Mussolini ‘abbasc o Messico’ avevano cercato di conquistare il rione innescando negli ultimi tempi una guerra contro i Cifrone-Perfetto stanziati nella parte ‘alta’ di Miano.

Gli agenti li hanno sorpresi in una lussuosa abitazione della III traversa Cupa Arianova al confine tra Scampia e Secondigliano: i cinque hanno tentato la fuga ma i poliziotti li hanno bloccati rinvenendo cinque pistole, di cui due con matricola cancellata, e 76 cartucce di diverso calibro; inoltre, è stata accertata la presenza di un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso che inquadrava il perimetro esterno dell’edificio. A finire in manette Eduardo Franco Romano di 39 anni, suocero di Matteo Balzano, uno dei capi del gruppo di ‘Abbasc Miano’ arrestati due mesi fa. Bloccato con lui Giuseppe Scarpellini, padre di Salvatore Scarpellini ‘Cicchilotto’ a capo del braccio militare del gruppo. In manette infine Giovanni Strazzullo di 32 anni, Cristian Celentano di 25 anni, napoletani, e Antonio Ramaglia 23enne di Castel Volturno. Per loro le accuse sono di detenzione di armi clandestine, armi da guerra e armi comuni da sparo nonché ricettazione con l’aggravante del metodo mafioso. Gli investigatori sono sicuri che i cinque stessero preparando azioni armate visto che da tempo a Miano si registra uno scontro tra opposte fazioni, tensioni acuitesi con il maxi blitz di due mesi fa contro Balzano, Scarpellini e i loro sodali. Qualche sera fa al rione San Gaetano sono esplose due bombe carta mentre ancora prima vi era stata la ‘cacciata’ dei parenti dei giovani ras dalle loro abitazioni. Gli arresti di quest’oggi possono significare la definitiva resa del gruppo che ambiva a prendere il posto dei ‘capitoni’.