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L'arrivo della bara di Emanuele nella basilica

Alle 15:50 la bara di Emanuele Mellillo è giunta alla basilica San Lorenzo Maggiore a Napoli. Tanti hanno voluto dare l’ultimo saluto l’autista dell’autobus Atc morto a Capri lo scorso 22 luglio. Dopo 10 minuti l’inizio della celebrazione funebre nel complesso monumentale situato a piazza San Gaetano. A presenziare gli amici dei Tribunali dove viveva, i parenti, i colleghi e il sindaco dell’Isola Azzurra, Marino Lembo.

Fuori la basilica napoletana è stato esposto anche lo striscione firmato dai tifosi della Curva A: “Ciao Emanuele“. All’ingresso del feretro del giovane sulla bara è stata riposta una sciarpa del Ssc Napoli. “Era un ragazzo d’oro e docile che amava il suo lavoro. Emanuele ogni anno nel tempo di Quaresima non vedeva l’ora di riguardare il film sulla Passione di Cristo. Amava il passo del Vangelo dei Beati e se l’è portato con sé“, dice padre Domenico durante l’omelia. Al termine della messa il feretro di Emanuele è uscito tra gli applausi ed è stato salutato per l’ultima volta con un volo di palloncini.

L’ULTIMO VIAGGIO DI EMANUELE

LA TELEFONATA TRA IL CAPOSERVIZIO E L’AUTISTA NAPOLETANO

Il caposervizio dell’Atc Roberto ricorda l’ultima telefonata scambiata con l’autista 33enne: “Ho mandato Emanuele sulla solita linea. Sono stato avvertito della tragedia da mia sorella: non avrei mai immaginato. Ancora oggi non riusciamo a capire cosa sia successo: il guasto dell’autobus è strano. Credo che la verità se la sia portata Emanuele con sé all’altro mondo. Una volta che ero a Napoli mi venne a prendere con la mia famiglia in auto. Ci penso ancora, era un gran lavoratore“.

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