Gabriele Paolini
Gabriele Paolini condannato a otto anni

Condannato a otto anni di carcere per un cumulo pena per reati contro la libertà sessuale, il disturbatore televisivo Gabriele Paolini. Questa mattina, come riportato dal sito Leggo, gli agenti del primo dirigente Eugenio Ferraro del distretto di polizia di San Basilio hanno notificato all’uomo un ordine di esecuzione pena da scontare in un penitenziario. Induzione alla prostituzione minorile, produzione di materiale pedopornografico e tentata violenza sessuale su minori, i reati per cui Paolini è stato condannato in via definitiva.

Condannato a otto anni il “disturbatore televisivo”

In particolare, secondo l’ordinanza l’uomo aveva messo in atto un “insistente tentativo di persuasione” nei confronti dei ragazzini, “pur a fronte delle palesi resistenze oppostegli, con modalità espressive di reiterata e collaudata tecnica di induzione”.

“Sono molto giù – ha detto Gabriele Paolini in una recente intervista– non so se mia madre riuscirà a reggere questa botta. Probabilmente pago anche per l’essere stato sempre un rompicogl…Su questo non sono difendibile, per 25 anni ho destabilizzato il mondo della tv e sicuro pago per questo”. “Come difesa dico che è un’occasione perduta da parte dell’ordinamento giuridico italiano – ha detto all’Adnkronos Lorenzo La Marca, l’avvocato dell’uomo – in cui vi è una discriminazione in base all’orientamento sessuale”.

Chi è Gabriele Paolini

Nato a Milano ma cresciuto a Roma, dal 2012 è nel Guinness dei primati per le sue apparizioni di disturbo sul piccolo schermoò. Autodefinitosi “inquinatore televisivo”, Paolini irrompe in programmi televisivi che eseguono collegamenti in diretta all’aperto: si tratta generalmente di telegiornali, ma anche di trasmissioni di attualità. Apparendo alle spalle degli inviati, espone spesso cartelli con brevi messaggi provocatori di varia natura. Gabriele Paolini fa gesti scurrili come le corna, rivolge insulti a politici o a personaggi dello spettacolo. In generale, disturba l’attività degli inviati, costringendo spesso ad interrompere il collegamento oppure a inviare immagini di copertura.

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