La legge non è uguale per tutti, soldi e sesso per pilotare le sentenze: i nomi dei giudici e avvocati coinvolti

Un magistrato in servizio alla Corte d’Appello di Catanzaro, e due avvocati, uno del foro di Catanzaro e l’altro di Locri sono stati arrestati dalla Guardia di finanza su disposizione della Dda di Salerno per corruzione in atti giudiziari. I destinatari dei provvedimenti sono otto sette dei quali con custodia cautelare in carcere e uno ai domiciliari. Le indagini, avviate nel 2018 e coordinate dalla Dda di Salerno, hanno permesso di ricostruire “una sistematica attività corruttiva” nei confronti del magistrato.

Le persone coinvolte

A finire in cella, per ordine del gip salernitano Giovanna Pacifico, il giudice Marco Petrini, che risponde di corruzione in atti giudiziari; in manette anche Emilio Santoro (detto «Mario»), Luigi Falzetta; l’ex consigliere regionale Giuseppe Prato Tursi, Francesco Saraco, Vincenzo Arcuri, Giuseppe Caligiuri. E non è finita. Va agli arresti domiciliari Maria Tassone (detta Marzia), una delle tre avvocatesse indagate per l’ipotesi di corruzione sessuale.

I dettagli dell’operazione

Sedici rapporti sessuali in pochi mesi con un’avvocatessa, alla quale avrebbe dato consigli in materia legale. Poi, ad un’altra avvocatessa (una penalista indicata dalla pg come «sua amante»), avrebbe sistematicamente offerto il suo appoggio per definire processi che potevano finire dinanzi alla sua sezione. E non è tutto. Quando non è il sesso la materia di scambio per il giudice (indagini anche su una terza legale indagata), sulla scrivania del magistrato arrivano migliaia di euro, mentre c’era chi gli offriva vacanze in un resort in Val d’Aosta, cibi e bevande, casse di pesce fresco e vino di quello pregiato.  Inchiesta condotta dalla Procura di Salerno, sotto la guida dei procuratori aggiunti Luigi Alberto Cannavale, Luca Masini e dal pm Vincenzo Senatore, ieri in trasferta in Calabria per eseguire gli ordini di arresto.