Camorra. Una sgarro contro i vertici della Vanella condannò Ciro Cortese

C’è un altro omicidio di cui si fa cenno nei verbali del neo pentito del clan Di Lauro Salvatore Tamburrino. Il delitto, eccellente, è quello di Ciro Cortese ‘o gorilla, fratello del più noto Giovanni ‘o cavallaro, diventato famoso negli anni della prima faida di camorra perché portava le “imbasciate” a Paolo Di Lauro.

La vittima era passata con la Vanella-Grassi e l’agguato mortale, nella ricostruzione della procura antimafia, scattò per un’epurazione interna. Era il 27 aprile 2015. Ciro Cortesesi trovava nel bar sotto la sua abitazione, a Casavatore, quando entrarono in azione i killer. Fu un’esecuzione in piena regola , tra l’altro contro il capo di un sottogruppo che agiva nella cittadina a nord di Napoli. Ma le indagini, che inizialmente si orientarono verso una ripresa della terza guerra di camorra, rapidamente virarono verso la pista dell’epurazione interna, pista confermata anche da Tamburrino che ha avanzato agli inquirenti il sospetto che siano stati quelli della Vanella.

Tant’è vero che nessuna risposta ci fu a quel delitto. Come movente, gli investigatori pensarono sin da subito a uno “sgarro” maturato in particolare per una vicenda di droga. Tra gli amici di Ciro Cortese, prima che nascessero i dissidi interni che portarono alla sua morte.