Mare scuro sul Litorale Domizio, scatta l’allarme inquinamento: l’Arpac fa chiarezza

Mare scuro sul litorale domizio, i risultati dei rilievi dell'Arpac
Mare scuro sul litorale domizio, i risultati dei rilievi dell'Arpac

Acqua scura nel mare del Litorale Domizio. Diverse segnalazioni da parte di bagnanti e residenti avevano fatto scattare l’allarme lo scorso 22 agosto. Tra Baia Felice e Mondragone, infatti, nei giorni scorsi si è assistito ad un fenomeno che ha preoccupato non poco i bagnanti. Le acque si sono colorate di verde scuro facendo pensare ad un fenomeno di inquinamento. Immediatamente sono scattati i prelievi dell’Arpac per approfondire la natura dello strano fenomeno.

I risultati dell’Arpac

I risultati delle rilevazioni, fortunatamente, hanno scongiurato un inquinamento da Escheria colo ed Enterococchi intestinali. I valori, fanno sapere dall’Arpac, rientrano nei limiti della vigente normativa.

Questa mattina, dopo i rilievi, è giunta la precisazione del vicepresidente della Giunta Regionale e assessore all’ambiente Fulvio Bonavitacola. “Nei giorni scorsi – ha affermato -sono pervenute alcune segnalazioni su presunti scarichi in mare presso il litorale domitio, in particolare nel Comune di Mondragone. Ho subito chiesto ad Arpac di effettuare prelievi ed esami e a Sma Campania di fare rilevazioni aeree mediante droni, estese anche ai corpi idrici superficiali con immissione nel litorale interessato. I risultati delle rilevazioni hanno  confermato che trattasi di un cambio di colorazione dell’acqua marina dovuto all’azione naturale di fitoplancton particolarmente attivo per le perduranti ed elevate temperature stagionali. Restano così escluse cause d’inquinamento per sversamenti di reflui . I risultati delle indagini concomitanti di Arpac e Sma – ha concluso Buonavitacola – saranno riportati in apposito dossier visionabile da domattina sul sito di Sma Campania”.

Mare scuro: scongiurato un nuovo caso Agnena

Una macchia nera alla foce del Canale Agnena, sul litorale domizio, aveva suscitato nello scorso mese di maggio indignazione e proteste da parte di associazioni ambientaliste e non solo. A pochi giorni dalla fine del lockdown per il coronavirus e dopo le immagini di un mare cristallino, la costa si “colorò” di nero. Era il segno inequivocabile della mano dell’uomo. A distanza di due mesi dall’accaduto, questa mattina i carabinieri e la guardia costiera hanno sequestrato il depuratore di Vitulazio. Secondo le indagini partite all’indomani delle analisi batteriologiche, infatti, da quel preciso punto sarebbero partiti gli scarichi illegali nel canale.