Corsa in moto a Casavatore, graziato il rampollo dei boss scissionisti

Graziati nel giudizio di primo grado. Per quella folle corsa con le moto per le strade di Casavatore. Se la sono cavata Francesco Pio Calzone, nipote del boss Scissionista Rito e figlio di Carmine (recentemente condannato a trent’anni per l’omicidio di Antonio Pitirollo) e Luigi Caiazza. Caiazza, che rispondeva di omicidio stradale, difeso da Dario Carmine Procentese e Lumeno Dell’Orfano, ha rimediato in primo grado tre anni e sei mesi. Molto meglio è andata a Calzone (difeso da Carlo Bianco) che ha rimediato soltanto un anno: rispondeva di favoreggiamento. La notizia riportata da Il Roma.

La folle corsa per le strade di Casavatore

Le indagini sulla morte di Giovanni Ferrara avevano ricevuto uno scossone nel dicembre scorso. A seguito di un tragico incidente avvenuto nel luglio precedente in via Marconi in seguito al quale decedeva, per le gravi ferite riportate, un ventiseienne di Casoria. Le indagini – condotte attraverso l’acquisizione delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza, gli elementi forniti dalle persone presenti sul luogo dell’evento – consentirono di raccogliere un grave quadro indiziario nei confronti degli indagati. Secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal gip è emerso che il tragico episodio si è verificato nel corso di una competizione clandestina in pieno centro urbano tra il 48enne e la vittima, ciascuno alla guida della propria moto. Caiazza avrebbe gareggiato per le strade di Casavatore contro il ciclomotore condotto da Ferrara che avrebbe perso il controllo. Caiazza  gli avrebbe tagliato la strada pur di tagliare per primo il traguardo. Ferrara morì sul colpo.

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