L’ultima telefonata di Ciro prima di sterminare la sua famiglia: «Ora mi uccido, lascio la porta aperta»

«Ho ucciso mia moglie, ho ucciso le mie figlie. Ora mi uccido. Lascio la porta aperta». Ecco quanto ha detto ai carabinieri Ciro Curcelli l’assistente capo della polizia penitenziaria diOrta Nova che la scorsa notte ha ucciso la moglie Teresa e le due figlie Valentina e Miriana di 18 e 12 anni prima di suicidarsi. L’uomo ha utilizzato la sua pistola di ordinanza, una calibro 9. Era assistente capo della polizia penitenziaria, aveva 53 anni.

A quanto si apprende le vittime erano a letto quando l’uomo ha fatto fuoco uccidendole. Immediatamente dopo ha chiamato i carabinieri annunciando di aver compiuto la strage. I militari nel corso della perquisizione nell’appartamento di via Guerrieri non hanno trovato biglietti o messaggi che potessero far presagire il delitto.

A quanto pare, comunque, l’uomo lavorava nel carcere di Foggia e si era candidato al consiglio comunale nelle scorse elezioni di maggio. Alla base dell’insano gesto, secondo le primissime ricostruzioni, ci sarebbero i debiti accumulati dall’uomo a causa del gioco d’azzardo. Miriana, 12 anni, frequentava la scuola Pertini a Orta Nova.

LE TESTIMONIANZE «Sapevo che erano brave persone, tranquille senza problemi. Non mi ha mai parlato di nulla o di problemi familiari». Così Marco il fidanzato di Valentina, 18 anni, la maggiore delle due figlie di Ciro Curcelli. «Eravamo fidanzati da un anno e sette mesi – racconta – Quando Valentina aveva problemi, io ero al suo fianco per affrontarli e rimaneva sempre con il sorriso».  Marco racconta ancora che non conosceva i genitori di Valentina, ma, dice «so che non avevano problemi familiari». Ogni tanto, afferma ancora, vedevo anche Miriana, la figlia piccola di 12 anni, quando usciva dal catechismo«. La coppia aveva anche un terzo figlio, Antonio di 26 anni che vive a Ravenna.

«Non abbiamo sentito né un litigio, né un grido. Mio figlio ha sentito un colpo ma non pensavamo fosse un colpo di pistola. L’unica cosa che ho notato è che ultimamente lui era un pò depresso. Stava un pò tra le nuvole. Lui stravedeva per la moglie e le figlie e anche per l’altro figlio che lavora a Ravenna e che è arrivato in mattinata». Ô quanto raccontato ad alcuni cronisti da una vicina di casa che abita al terzo piano dello stabile di Orta Nova dove la scorsa notte Ciro Curcelli ha ucciso la moglie e le figlie e poi si è suicidato. «Erano bravissime persone – dice ancora – Le conoscevo da anni. Ogni tanto lei si arrabbiava con le figlie. Ma sono cose normali che fanno tutte le mamme».