clan mallardo
Famiglia Mallardo alla sbarra

Pochi giorni fa le dichiarazioni del Procuratore di Napoli Melillo sulla potenza dell’Alleanza di Secondigliano. A dimostrare la forza e l’operatività del cartello criminale che comprende i clan Licciardi-Contini-Mallardo è la sentenza emessa dalla Corte di Cassazione a carico di Anna Aieta, Salvatore Lucente e Salvatore Fiorillo. Sono rispettivamente moglie, cognato e genero del boss Ciccio Mallardo. Fiorillo Salvatore, condannato dalla Corte d’Appello di Napoli a 10 anni di reclusione con l’accusa di aver preso parte all’associazione a delinquere, ha ottenuto l’assoluzione.

Nell’ambito del processo ai Mallardo veniva contestato a Fiorillo Salvatore di rappresentare l’ala economica del clan nonché di cessione del credito e reinvestimento delle somme di denaro ricollegabili sempre alla consorteria criminale.

Ad incastrare Fiorillo erano state le dichiarazioni dei pentiti Pirozzi Giuliano, De Rosa Giuseppe e De Rosa Teodoro. Ma non solo. Anche numerose intercettazioni sia con  Aieta Anna che con altri soggetti ricollegati all‘Alleanza di Secondigliano, alle quali si desumeva in pieno la contestazione formulata.

La sentenza della Cassazione sull’Alleanza di Secondigliamo

La Corte di Cassazione – sez VI – ha accolto in pieno il ricorso per Cassazione presentato dall’avvocato Salvatore D’Antonio nell’interesse di Fiorillo Salvatore. Annullata la sentenza a suo carico. Smontata, dunque, la tesi accusatoria della DDA di Napoli e ritenendolo estraneo al Clan Contini e all’Alleanza di Secondigliano.

Per Aieta Anna confermata, invece, la sentenza di secondo grado (condannata a 13 anni e 8 mesi), fatto salvo un capo di accusa relativo alla violenza privata.

Mentre per Salvatore Lucente (condannato a 13 anni e 4 mesi) confermata la partecipazione all’associazione a delinquere con rinvio ad altra sezione per la corretta individuazione del momento di commissione del reato. Processo dunque da rifare. Lucente era difeso dall’avvocato Leopoldo Perone.

Le accuse ai parenti di Ciccio Mallardo

Per la procura Anna Aieta, con il marito, Francesco Mallardo, in carcere a Sulmona, eseguiva gli ordini del superboss e supervisionava gli aspetti economici della cosca. Dalla consegna degli stipendi ai provvedimenti da assumere nei confronti dei consociati. Per gli investigatori, lei e Salvatore Lucente, genero dello stesso capoclan, erano i veri motori della consorteria

Le accuse ai Mallardo sono di associazione di stampo mafioso (416 bis), riciclaggio, esercizio abusivo del credito. Poi anche violenza privata, illecita concorrenza svolta mediante violenza e minaccia, intestazione fittizia di beni e usura.

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