Marche da bollo false: 101 avvocati di Napoli, Caserta e Provincia sotto inchiesta. L’Ordine si ribella

Una maxi inchiesta ha portato all’arresto di 6 persone e sottoposto ad indagine ben 101 persone, tra cui moltissimi avvocati. Sono questi i numeri da capogiro dell’inchiesta che ha coinvolto 101 persone tra avvocati e titolari di scuole guida tra le province di Caserta, Napoli, Avellino e Roma. Sono accusati di falsificazione, introduzione sul territorio dello Stato, detenzione e messa in circolazione di banconote e valori bollati falsi e truffa aggravata ai danni dello Stato.

L’inchiesta “Il rosso” – come riporta CasertaNews – avviata nell’ottobre 2016, ha messo nel mirino un gruppo specializzato nella produzione e distribuzione di valori bollati e banconote false, tramite un canale di commercializzazione che comprendeva il Tar di Napoli, gli uffici giudiziari, il Pubblico Registro Automobilistico e la Motorizzazione delle province di Napoli e Caserta.

La Procura di Napoli ha già chiesto il rinvio a giudizio per i 101 indagati per i membri dell’organizzazione. Nella maxi inchiesta sono indagati avvocati di Villa Literno, Santa Maria Capua Vetere, Aversa, Castel Volturno, Sant’Arpino, Frattamaggiore, Frignano, Trentola Ducenta, Cesa, San Cipriano d’Aversa, Marcianise, Gricignano d’Aversa, Casapesenna, Recale, San Marcellino, Caserta, Napoli, Melito, Giugliano, Ischia, San Giuseppe Vesuviano, Marano, Somma Vesuviana, Villaricca, Mugnano, Arzano, Calvizzano, Pozzuoli,  Castellamare, Pomigliano, Cardito, Torre del Greco e Qualiano. 

“La notizia di un giornale on-line, che titolava ‘avvocati accattoni’ a proposito di 101 avvocati indagati dalla Procura presso il Tribunale di Napoli Nord per l’utilizzazione di marche false, ci induce a una ferma condanna per chi opera in modo criminale, ma senza mai dimenticare il principio della presunzione di innocenza che va riconosciuto agli avvocati in questione, che sono indagati e neppure ancora imputati nel citato procedimento”. Lo afferma Gianfranco Mallardo, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Nord.

“Avremmo auspicato- continua Mallardo – che, nei casi in cui fosse stata accertato l’uso di un’unica marca falsa, gli interessati fossero ascoltati, così come imporrebbe il buon senso ancor prima che la professione giornalistica, per dare le loro ragioni prima di essere gettati al pubblico ludibrio”.

“Per un avvocato – spiega Mallardo – la dignità e la condotta specchiata è tutto. Neppure una sentenza di assoluzione potrà cancellare il danno di vedere il proprio nome su una pagina di giornale, associato a condotte illecite. Né mai eventuali sentenze di condanna nei confronti di qualcuno potranno essere utilizzate per gettare discredito sull’intera Classe forense, che rimane ferma ai principi di correttezza e irreprensibilità sanciti nel nostro Codice Deontologico, il cui rispetto ci distingue da ogni altra professione”.

Ed è per questi motivi che il COA di Napoli nord in queste ore valuterà eventuali iniziative legali a tutela della classe forense.