Guerra tra Raffaele Cutolo e Mario Fabbrocino: il figlio del “professore” ucciso dal “Gravunaro” per sfregio

E’ morto in ospedale a Parma il “boss dei due mondi” Mario Fabbrocino, ritenuto tra i fondatori della ‘Nuova Famiglia’ e tra i nemici più acerrimi di Raffaele Cutolo, il capo della Nuova Camorra Organizzata. Fabbrocino, malato da tempo, era detenuto in carcere ininterrottamente dal 14 agosto del 2005. Stava scontando diverse condanne tra le quali una all’ergastolo per il duplice omicidio di Salvatore Batti e di Roberto Cutolo, figlio del boss Raffaele Cutolo.

“‘O Gravunaro” – così era conosciuto Fabbrocino negli ambienti criminali – decise di eliminare il figlio del “professore” per mandare un messaggio al boss della Nco, all’epoca dei fatti – eravamo nel 1990 – in carcere ma ancora molto potente. Il drammatico fatto di sangue avvenne la sera del 19 dicembre 1990, ad Abbiate Guazzone, e rappresentò uno dei momenti più drammatici del dilagare della malavita organizzata in Lombardia, che raggiunse in quegli anni livelli di vera e propria emergenza. Un omicidio che è rimasto iscritto a lettere di sangue nella storia della città, e che rese evidente a tutti come anche a Tradate fosse diventata pesante la presenza della criminalità organizzata.

Roberto Cutolo, era da qualche anno in soggiorno obbligato a Tradate, dove viveva con la giovane moglie. Aveva solo 28 anni quando fu freddato con dieci colpi di pistola davanti al bar “Bartolora”, a poca distanza dal centro della frazione di Abbiate. Una vendetta della camorra, fu la chiave di lettura delle indagini, confermata dalla condanna di Mario Fabbrocino, che in quegli anni era un personaggio di spicco della Nuova famiglia, clan opposto alla Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo.