Dopo gli striscioni le minacce, i familiari dei ras di ‘Abbasc Miano’ in fuga dal rione

Polveriera Miano. Nonostante la quarantena, nonostante gli arresti e le cosche della zona decimate dalla scure delle forze dell’ordine il quartiere dell’area nord continua ad agitare i sonni degli investigatori. Ieri sera, come riportato in anteprima da Internapoli (leggi qui), su via Miano è apparso un nuovo striscione recante la scritta:«Il prossimo arresto deve essere cardiaco. Ztl Lo Russo». Una frase emblematica, il marchio di chi vuole rompere del tutto i conti con il passato criminale dell’ex cosca e ritagliarsi autonomi spazi criminali. Gli investigatori sono sicuri: dietro quelle scritte c’è la volontà dei nuovi ras della ‘Miano di sopra’, i Perfetto-Cifrone, di diventare forza egemone nel quartiere.

Anche la zona dove è stato collocato il drappello, giù al bar Messico, è indicativo: è quella infatti la roccaforte del gruppo di ‘Abbasc Miano’, quello dei Balzano-D’Errico-Scarpellini, quello del centro storico del quartiere dove i giovanissimi ras puntavano a raccogliere l’eredità dei ‘capitoni’. C’è però un altro episodio che rende ancora più inquietante la vicenda: alcuni familiari di Matteo Balzano, uno dei capi del ‘nuovo corso’ (arrestato nel corso dell’ultimo max blitz di due mesi fa) si sono allontanati dal quartiere dopo alcune minacce ricevute proprio dal nuovo gruppo indicato come quello attualmente egemone. Proprio Balzano qualche mese fa fu uno dei promotori e autori del raid incendiario contro i familiari di Luigi Cifrone, ras della fazione avversa. Minacce giunte anche ai familiari di Giovanni Borriello, componente di quel ‘gruppo di fuoco’. A Miano i clan si avvicendano ma non cambiano il proprio ‘modus operandi’.