La storia di Mario e Maria a Mattino 5. La storia ed il dramma che hanno colpito Maria Pappagallo e suo marito Mario Conson, è indescrivibile. Maria e Mario sono i genitori della bambina venuta al mondo ieri prematura, dopo sei mesi di gestazione, in una abitazione del Borgo di Sant’Antonio e morta durante il trasporto in ambulanza al Nuovo Policlinico del Vomero. Una vicenda che presenta molti lati oscuri e su cui la Procura di Napoli ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo

Il marito, Mario Conson, ha presentato una denuncia al commissariato Arenella della città dichiarando che l’ambulanza del 118 sarebbe giunta sul posto a distanza di mezz’ora dalla chiamata, senza le opportune attrezzature (come l’incubatrice) e che, a suo parere, la figlia poteva essere salvata. L’episodio si è verificato lunedì mattina nel pieno centro di Napoli. Sono stati i genitori della piccola a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine, lamentando ritardi da parte dei medici, oltre a denunciare la mancanza di una incubatrice all’interno dell’ambulanza. La polizia, giunta al policlinico ha sequestrato le cartelle cliniche e il corpo della piccola.

La donna, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe partorito a casa, secondo quello che viene chiamato parto precipitoso, avvenuto molto precocemente a 6 mesi. A quel punto la famiglia, allarmata, avrebbe chiamato subito il 118 per prestare soccorsi. Sul posto sarebbe arrivata l’ambulanza del 118 nel giro, sembra, di circa 26 minuti, un tempo spiegabile anche dal fatto che è dovuta intervenire l’ambulanza Covid, essendo la mamma positiva, dove il personale impiega circa 10 minuti in genere per la preparazione

Il dramma di Mario e Maria a Mattino 5

Questa mattina il giovane papà, pizzaiolo napoletano, ha raccontato il dramma alle telecamere di Mattino 5. Un modo per accendere maggiormente i riflettori sulla vicenda e trovare eventuali responsabilità. L’uomo ha raccontato: «Non è rabbia, non è amarezza. Ma solo tanta delusione» queste le prime parole di Mario Conson. L’uomo continua: “Mia moglie in codice rosso è rimasta per oltre 30 minuti su una barella col corpo senza vita di mia figlia accanto e con la placenta ancora attaccata. Hanno pensato a fare l’accettazione  invece di correre in sala operatoria. Mia moglie aveva perso molto sangue, dopo aver partorito in casa. Ha subito un forte trauma psicologico, già lunedì pomeriggio aveva chiesto di essere riportata a casa, contro il parere dei medici, perché non riesce a restare nel reparto di ginecologia con le altre mamme, mentre lei non ha più la bambina. Ha subito ulteriori danni psicologici”

Infine Mario racconta un altro dettaglio agghiacciante: «Hanno tagliato il cordone ombelicale con le forbici da cucina. Mia moglie aveva piccoli dolori sotto la pancia, il nostro ginecologo ci ha detto di chiamare i soccorsi. Sono state effettuate 9 chiamate al 118 dalle 06:44 alle 07:15. Al Policlinico abbiamo girato tre edifici». I dettagli di quella terribile mattina fanno male e la rabbia è tanta. “Non abbiamo denunciato per i soldi, ma per evitare che possano accadere di nuovo cose simili ad altri genitori” ha spiegato Mario.

 

 

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