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lunedì, Maggio 27, 2024
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“Non ci conosciamo”, il bluff del branco per alleggerire le accuse dopo il pestaggio al vigile sulla Domiziana

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Si erano costituiti per tentare di allegerire la loro posizione, tentando il bluff ma grazie alle indagini è stata scoperta la loro bugia. Emerge un retroscena nell’inchiesta che ha portato al decreto di fermo dei 3 soggetti accusati dell’aggressione ad un agente della municipale sulla Domiziana.

Dopo la divulgazione del video sui social network i tre soggetti identificati si sono recati presso il compartimento di polizia per rendere dichiarazioni autoaccusatorie al fine di attenuare la loro posizione, raccontando di un litigio occorso perché provocati e di conoscersi tra di loro solo di vista, ma di non essere usciti insieme.
Invece dalle indagini è emerso che i soggetti erano amici ed erano sicuramente usciti insieme e che si frequentavano assiduamente, infatti erano stati insieme a pranzo il sabato prima in un ristorante in zona Lucrino. Sarnelli e Maglione avevano riferito entrambi di essere stati a pranzo presso il ristorante ma hanno tenuto a specificare che non erano usciti insieme e non si frequentano, conoscendosi solo di vista, per non avvalorare la tesi di una aggressione portata a termine congiuntamente. Ma sono stati smentiti dai fatti appena riferiti, atteso che anche l’eventuale giustificazione di un casuale incontro allo stesso ristorante è smentito dalla prenotazione effettuata il giorno prima per 11 persone.

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LA RICOSTRUZIONE DELL’AGGRESSIONE

Svolta nell’indagine sul pestaggio dell’agente di polizia municipale avvenuto sulla Domiziana. Sono stati sottoposti a decreto di fermo i 3 soggetti che si presentarono alla Stradale di Fuorigrotta, autoaccusandosi di aver preso parte all’aggressione. Si tratta di Carmelo Maglione (difeso dall’avvocato Luigi Poziello), Pietro Sarnelli e Thomas Sanniola, difesi dall’avvocato Domenico Dello Iacono. I componenti del branco sono in attesa della convalida del fermo, accusati di lesioni e violenza privata. E’ caccia agli altri partecipanti al violento pestaggio.

I fatti avvennero lo scorso 7 aprile sulla Domiziana SS7 Quater. Il 45enne agente della polizia municipale di Napoli, fuori servizio, era con la moglie ed i figli. Fu accerchiato dal branco e colpito ripetutamente e con violenza inaudita con calci e pugni, fino ad essere lasciato esamine sull’asfalto. La famiglia tornava da una giornata trascorsa alla Reggia Outlet a Marcianise quando, all’altezza della Domitiana, sono avvenuti i fatti.

A scatenare l’ira del branco un sorpasso non gradito effettuato dall’agente. A quel punto prima Maglione a bordo di una Bmw poi Sarnelli a bordo di un’Audi lo hanno prima tamponato poi lo hanno costretto a fermarsi. Quando è sceso dall’auto la vittima è stata circondata e picchiata. Anche i due figli e la moglie dell’agente sono stati malmenati con calci e pugni. Fondamentale per le indagini è stato un video amatoriale girato da una persona presente sul posto che ha postato poi le immagini sui social. Il video è diventato virale in breve tempo.

IL RACCONTO DELLA VITTIMA

Ecco il racconto della vittima resa agli inquirenti: “Dopo essere stato costretto a fermarmi, scendevo dalla mia auto, per capire cosa volesse il conducente dell‘auto verde. Appena sceso dalla mia autovettura, non mi accorgevo che da tergo giungeva l’altra auto di colore nero, che mi investiva facendomi rovinare al suolo. Subito mi rialzavo, ma venivo aggredito fisicamente dagli occupanti di entrambe le autovetture. Io per cercare di tutelare la mia famiglia, mi rialzavo nuovamente per cercare di difendermi, ma venivo malmenato da due ragazzi, che mi facevano rovinare al suolo e perdere conoscenza. Ricordo che prima di perdere conoscenza, ricevevo anche forti calci sul viso e sul mio corpo. Dopo pochi secondi, grazie all’aiuto di alcuni passanti, riprendevo conoscenza e mi accorgevo che le due autovetture erano andate via. Dopo un po’ giungeva in loco un ‘ambulanza del 118, che prestava le cure a me ed ai miei familiari, vittime anche loro della vile aggressione. Dopo aver ricevuto le cure del caso, una ragazza si avvicinava, riferendomi di aver ripreso quanto accaduto, con il proprio cellulare e che avrebbe consegnato il tutto al personale della Polizia Stradale, intervenuta successivamente sul posto. Dopo gli accertamenti effettuati dalla pattuglia della Polizia Stradale, mi accingevo a far ritorno presso la mia abitazione e verso le successive ore 19.00 mi portavo, insieme a mio figlio Luigi, presso l’ospedale Pineta Grande di Castel Volturno, in quanto avevamoforti dolori in varie parti del corpo. Dopo le cure, veniva rilasciato sia a me che a mio figlio un certificato medico con una prognosi di giorni 3”.

Durante l’aggressione la vittima ha denunciato anche il furto di un telefonino, che non è stato più ritrovato.

E’ stato possibile individuare anche attraverso le targhe dei due veicoli filmati, entrambe le vetture erano state noleggiate il giorno prima dell’aggressione.

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Antonio Mangione
Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiamo Il Roma
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