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lunedì, Maggio 23, 2022
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Nuovo Dpcm Covid, il gree pass anche per accedere nelle tabaccherie: la lista completa dei negozi


E’ atteso per oggi il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per chiarire le attività dove si potrà accedere senza pass.

Le attività esenti da pass

Le nuove regole covid stanno facendo discutere e creando dissidi tra i commercianti. Il nuovo Dpcm, che arriverà nelle prossime ore, stilerà le attività che, essendo “necessarie al soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona“, non necessiteranno del green pass per accedervi. La lista delle attività in questione comprende: negozi che vendono generi alimentari, mercati e ambulanti compresi, farmacie e parafarmacie. Si potrà accedere senza pass anche negli studi medici, veterinari e laboratori d’analisi. Sarà possibile entrare anche in altre attività commerciali senza dover esibire il pass come negozi d’ottica e di rifornimento pellet o legna per il riscaldamento. Ma la lista di attività “esenti” da pass per l’accesso continua. Sarà possibile infatti accedere a: tutte le attività del settore dei carburanti, edicole e negozi di beni essenziali che si trovano all’interno di centri commerciali.

Obbligo del pass per tabacchi 

L’ipotesi di scelta che ha fatto più discutere nei giorni scorsi era l’obbligo di mostrare il green pass per accedere ai tabacchi. Infatti per accedere a librerie che tabaccherie sarà necessario essere in possesso del pass. La scelta è stata criticata soprattutto dalla Federazione Italiana tabaccai. Il presidente della Federazione, Giovanni Risso, ha esposto il suo dissenso, sottolineando come le tabaccherie sono da sempre state inserite tra le attività dei “servizi essenziali per i cittadini, anche per pagamenti. Imporre ora il green pass sarebbe una complicazione ulteriore per la vita dei cittadini e per gli stessi esercenti“, spiega. Il presidente ricorda inoltre che: “Ogni giorno entrano in tabaccheria 13 milioni di persone“, a parer suo l’obbligo di green pass per accedervi è un danno per ambe le parti: clienti e proprietari.

Sicilia e Calabria violano il decreto

Le Regioni non frenano le richieste e anzi prendono sempre più scelte “diverse” da quelle della “cabina centrale”. L’esempio più rappresentativo degli ultimi giorni e quello della scelta presa dalla Sicilia e la Calabria. Infatti le due regioni hanno firmato un’ordinanza che viola il decreto in vigore dalla vigilia di Natale. Il decreto in questione permette l’accesso ai mezzi di trasporto, compresi: “navi e traghetti adibiti a servizio di trasporto interregionale” solo a chi è vaccinato o guarito. Ma i presidenti delle due regioni hanno deciso di distaccarsi, in parte, dalle “regole”. Infatti per attraversare lo stretto di Messina basterà essere in possesso di un esito negativo ad un tampone. I due Presidenti di Regione hanno infatti deciso di abolire l’obbligo del pass rafforzato, si dovrà però restare nella propria auto o all’aperto indossando la FFP2. Dichiara il governatore siciliano: “Poniamo fine ad un’assurda ingiustizia ai danni dei siciliani,una norma discriminatoria del governo“.

Le richieste delle Regioni 

Le Regioni avanzano varie richieste al Governo, per modificare le regole anti Covid. La più “gettonata” è quella che richiede la modifica dei parametri di conteggio dei ricoveri in ospedale. In questo modo si eviterebbero i passaggi di “colore”, o quantomeno si rallenterebbero. Tante regioni in Italia stanno infatti già seguendo le regole della “zona arancione”. La Valle  d’Aosta sembra aver scansato il passaggio in “zona rossa”, ma per precauzione chiede comunque una deroga nel caso le terapie intensive dovessero risalire.

La Conferenza delle Regioni si riunirà per approvare il protocollo sullo sport, ma verranno ovviamente discusse anche tutte le altre richieste. Tra le richieste vi sono: la cancellazione del sistema “a colori”, un cambiamento dei parametri di conteggio dei ricoveri (distinguendo tra pazienti covid e chi si ricovera per altre motivazioni e risulta poi successivamente positivo) e la modifiche delle regole della quarantena. Infatti il Presidente della Regione Liguria, Toti, propone che dopo 3 giorni senza sintomi la quarantena termini. Tra le proposte delle Regioni più “criticate” dall’altro fronte vi è quella di far rimanere in servizio i sanitari positivi. Proposta ritenuta “irresponsabile” dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Il maggior sindacato dei medici commenta così la proposta: “Provocherebbe danni alla salute, trasformando i reparti ospedalieri in cluster di contagio, non possiamo proprio consentirlo“. Le proposte dovranno ovviamente essere discusse in seguito con il ministro della Salute Speranza che, nonostante abbia aperto un confronto, ha invitato tutti a rimanere “coi piedi per terra“. Ci sono quindi delle possibilità di cambiamento, ma è tutto ancora da vedere e con molta probabilità non cambierà niente prima della fine del mese.

 

 

 

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