Omicidio Mignano, le lamentele del ras Luongo a casa del boss:«Che l’avete portato a fare lì»

Il giorno successivo l’omicidio di Luigi Mignano (passato all’onore delle cronache come ‘il delitto dello zainetto’) c’è stata una discussione nel ‘vicariello’ (via Nuova Villa roccaforte dei D’Amico) tra il ras Umberto D’Amico ‘o lion e l’altro reggente del sodalizio, Umberto Luongo conosciuto da tutti come ‘l’Uomo nero’. Durante quell’incontro, registrato dalle cimici piazzate dagli uomini della Mobile a casa di D’Amico, c’è una discussione a causa del mezzo utilizzato da Ciro Rosario Terracciano per uccidere Mignano. Luongo infatti si lamenta con D’Amico di un’imprudenza di Gennaro Improta che ha portato lo scooter nella zona di San Giorgio a Cremano. Luongo sa di essere da mesi attenzionato e teme che quel particolare possa indirizzare gli investigatori verso lui, come poi avvenuto.

Resta da capire inoltre chi è l’ottavo uomo che partecipò, con modalità organizzative e logistiche, all’omicidio di Luigi Mignan. Sarebbe stato quest’ultimo uomo, vicino proprio alla fazione di San Giorgio a Cremano, ad aiutare lo stesso Giovanni Improta e Giovanni Musella (che distrusse con un flex l’arma utilizzata) a distruggere il ciclomotore usato per l’agguato. Un ottavo uomo su cui si stanno concentrando le ricerche degli uomini della squadra mobile capaci, insieme ai carabinieri, di chiudere il cerchio in pochi giorni su una vicenda che ha portato allo smantellamento dei ‘Gennarella’. Le attenzioni degli inquirenti però non si concentrano solo sul rione Villa ma proprio su San Giorgio a Cremano: a pochi chilometri di distanza dal luogo dove Mignano ha trovato la morte c’è la zona di Largo Arso indicata come area dove insistono soggetti legati al ras Umberto Luongo. Da giorni i ‘profili’ conosciuti alle forze dell’ordine non si fanno più vedere in giro, un dato da non trascurare per il prosieguo delle indagini. Una pista che già una volta si è rivelata giusta per gli investigatori.