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martedì, Maggio 17, 2022
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Massacrato in albergo a Rimini per un debito, ucciso ras dei Romaniello


Una serie di debiti accumulati che avrebbero portato alla spedizione punitiva costatagli poi la vita. Si concentrano sul giro di frequentazioni di Antonino Di Dato le indagini degli inquirenti della squadra mobile di Rimini per individuare il movente che ha portato quattro persone, tre delle quali arrestate dalla polizia di Stato, a picchiarlo a morte. L’uomo, originario di Napoli, è morto dopo nove giorni di coma. Di Dato nell’ottobre del 2019 era già finito in manette nell’ambito dell’operazione “Hammer” dove fu svelata una lotta tra due bande legate al crimine organizzato per mettere le mani sulla città.

Di Dato era, secondo gli investigatori, legato al gruppo guidato da Massimiliano Romaniello legato al clan Nuvoletta e sospettato di una lunga serie di reati associativi tra cui truffa, riciclaggio, estorsione e bancarotta fraudolenta e recentemente vittima di una sorta di attentato quando lo scorso 23 settembre era stato raggiunto da alcuni colpi di pistola davanti alla propria abitazione, si spartivano il territorio riminese. Stando alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, Di Dato, che era sottoposto ad obbligo di dimora, era stato sorpreso e accerchiato dal quartetto nel tardo pomeriggio di dieci giorni fa. Mentre gli italiani facevano da palo e si assicuravano che nessuno dei presenti corresse a chiamare le forze dell’ordine, i due slavi (forse assoldati per l’occasione) hanno iniziato a picchiarlo. Dopo quasi mezzora, i quattro se n’erano andati, non prima di avergli portato via il portafogli, minacciando di tornare, da lì a pochi giorni, per avere “il resto”. Secondo gli inquirenti, infatti, dietro l’agguato potrebbe esserci un conto rimasto in sospeso, legato al prestito di una somma di denaro (circa 7.500 euro) che il 45enne napoletano non avrebbe mai restituito. Questa al momento sembra essere la ricostruzione più accreditata.

Gli investigatori, tuttavia, continuano a scavare nel passato di Di Dato, persona legata ad uno dei due gruppi camorristici che nel 2018 avevano dato vita ad una vera e propria guerra per il controllo di Rimini. Da una parte Ciro Contini, legato all’Alleanza di Secondigliano e alla ’Paranza dei bambini’ di Forcella. Dall’altra Massimiliano Romaniello e i suoi sodali, Giuseppe Ripoli e, appunto, Antonino Di Dato.

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