Omicidio Solla a Ponticelli, novità importanti dal processo contro il clan De Micco

Importanti novità sul processo d’Appello per l’omicidio di Salvatore Solla, ras del lotto O di Ponticelli ucciso il 23 dicembre del 2016. Il procuratore generale ha infatti richiesto la sospensione del processo per motivi di particolare complessità per la delicatezza delle questioni dedotte nei motivi d’Appello dalla difesa (nel collegio difensivo gli avvocati Leopoldo Perone, Claudio D’Avino e Stefano Sorrentino). L’avvocato di Luigi De Micco (uno degli imputati) l’avvocato Perone in particolare ha richiesto la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale per l’espletamento della perizia fonica sulla voce di alcuni interlocutori nelle conversazioni intercettate subito dopo il delitto. La prima sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli si è riservata nella decisione e ha rinviato tutto al prossimo 11 marzo.

Fondamentale dunque proprio la perizia su alcune intercettazioni, l’elemento su cui la Procura ha sin da subito spinto forte. L’omicidio Solla infatti è conosciuto da tutti come ‘l’omicidio in diretta’. Uno scambio di informazioni attraverso sms che gli uomini della squadra mobile annotarono grazie ad un semplice controllo, eseguito qualche giorno prima, quello di Antonio Di Martino (tra gli imputati indicato come l’esecutore materiale). I vertici del clan De Micco non sapevano così di essere intercettati grazie a una abile mossa degli uomini della Mobile: durante quel controllo, Di Marino, pensando di evitare il sequestro del suo smartphone lo poggiò sul cofano di un’autovettura parcheggiata a poca distanza. Ma un investigatore lo prese, si fece uno squillo per recuperare il numero. Da ciò le intercettazioni si allargarono agli apparecchi nella disponibilità di De Micco, Davide Principe, Alessio Esposito e Nicola Pizzo in quel momento a capo della cosca dei ‘Bodo’. Secondo la ricostruzione della Procura Solla fu ucciso perchè si era rifiutato di pagare il pizzo nella piazza di spaccio che aveva messo su nel lotto O a pochi mesi dalla sua scarcerazione.