Papa Francesco prega per la Terra dei Fuochi: “Presto sarò ad Acerra”

Papa Francesco Terra dei Fuochi, Acerra
A sinistra la Terra dei Fuochi, a destra Papa Francesco con le mani congiunte

Papa Francesco non dimentica la Terra dei Fuochi. Anzi, come annunciato da lui stesso durante il Regina Coeli tenutosi quest’oggi, presto sarà ad Acerra. Un annuncio molto attesto da tantissimi fedeli napoletani, visto che proprio in questo giorni il Santo Padre sarebbe dovuto essere in visita alla diocesi acerrana. Rimandato l’arrivo in provincia di Napoli a causa del Coronavirus. Il Vescovo di Roma ha voluto ricordare agli acerrani e ai napoletani tutti che l’incontro non è stato cancellato, ma bensì verrà recuperato quanto prima.

Terra dei Fuochi, le parole di Papa Francesco sulla diocesi di Acerra

Durante il Regina Coeli, tenutosi proprio in questa domenica, Papa Francesco ha annunciato: “Oggi avrei dovuto recarmi ad Acerra per sostenere la fede di quella popolazione e l’impegno di quanti si adoperano per contrastare il dramma dell’inquinamento nella cosiddetta Terra dei Fuochi“.

Visita, tiene a precisare il Santo Padre, che verrà fatta quanto prima: “La mia visita è stata rimandata; tuttavia, invio al Vescovo, ai sacerdoti, alle famiglie e all’intera Comunità diocesana il mio saluto, la mia benedizione e il mio incoraggiamento, in attesa di incontrarci appena possibile. Ci andrò sicuro”.

L’annuncio lo scorso febbraio

Lo scorso 8 febbraio, era stesso lo stesso Papa Francesco ad annunciare il suo arrivo nella Terra dei Fuochi, ad Acerra. La pandemia ha però costretto il Pontefice a cancellare il viaggio programmato per oggi, così come diversi impegni istituzionali.

Papa Francesco nella Terra dei Fuochi, le parole del vescovo di Acerra

La presenza di Papa Francesco nelle nostre terre, e in particolare nella nostra diocesi di Acerra, è una grazia speciale“, aveva commentato al tempo il vescovo acerrano Antonio Di Donna, alla notizia dell’imminente visita del Santo Padre, “perché il Papa viene ad ascoltare insieme ai vescovi, soprattutto delle diocesi più colpite dall’inquinamento, le sofferenze della nostra gente, e per ricordare le altre Terre dei fuochi d’Italia“.