Camorra e politica, al Senato gli atti sulle intercettazioni del caso Cesaro

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Intrecci camorra, politica e imprenditori

Camorra e politica, al Senato gli atti sulle intercettazioni del caso Cesaro. Il gip di Napoli Maria Luisa Miranda, accogliendo parzialmente le richieste della Procura, ha disposto la trasmissione degli atti al Senato della Repubblica per l’eventuale autorizzazione all’uso di 21 conversazioni intercettate riguardanti Luigi Cesaro.

Il senatore indagato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta sugli intrecci tra politica, camorra e imprenditoria a Sant’Antimo, paese d’origine della famiglia Cesaro.

Politica nel mirino dei Ros, indagato il senatore Luigi Cesaro nell’operazione Antemio

Tra gli indagati dell’operazione Antemio spicca il nome del senatore Luigi Cesaro. L’importante esponente di Forza Italia, che in passato ricoprì anche il ruolo di sindaco della città di Sant’Antimo. Secondo i magistrati il Senatore avrebbe: “costituito, nel tempo, in concorso con il fratello Antimo, la figura di interlocutore ed interfaccia dapprima con Pasquale Puca, poi con il figlio Lorenzo e nel recente periodo con Francesco Di Lorenzo, rapporti tra il clan Puca e la politica locale”.

Secondo l’accusa Cesaro: “avrebbe concordato con esponenti dei clan camorristici, in occasione delle varie competizioni elettorali tenutesi a Sant’Antimo dal 2007 in poi, la formazione delle liste dei candidati alle cariche elettive, turbando il regolare svolgimento delle competizioni elettorali de qua finanziando in tutto o in parte le attività illecite di compravendita di voti, favorendo l’attribuzione degli incarichi di governo della città di Sant‘Antimo a soggetti prescelti dal clan, attribuendo incarichi dirigenziali in seno ad uffici nevralgici dell’Ente locale a soggetti indicati dai predetti esponenti camorristici, ricevendo in cambio l’appoggio del clan Puca nel corso delle varie competizioni elettorali e, per le elezioni tenutesi nel giugno 2017, anche quello dei clan Verde e Ranucci a cui Di Lorenzo pure si rivolgeva per assicurare l’esito favorevole”.

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