Passaggio di consegne tra i Polverino e gli Orlando, al summit del 7 agosto 2015 c’era anche il latitante Antonio mazzolino

E’ nel summit del 7 agosto 2015 che ci fu il passaggio di consegne criminali tra i Polverino e gli Orlando. A quel blitz partecipò anche Antonio Orlando che già era latitante da tempo. Ieri dopo 15 anni è finita la fuga del boss Orlando, catturato in un appartamento a Mugnano. Mazzolino comandava anche da ‘fantasma’, tant’è che nel suo appartamento sono stati trovati pizzini, soldi e documenti utili alle indagini, tra cui una serie di lettere. Tutto materiale probatorio che adesso passerà al vaglio dei magistrati della DDA.

Il passaggio di consegne tra i Nuvoletta e gli Orlando-Polverino

Ma riavvolgiamo il nastro e torniamo alla latitanza di Orlando. Mentre erano in corso le attività di intercettazione finalizzate alla cattura del latitante, gli investigatori hanno registrato conversazioni che si sviluppavano nell’arco dell’anno 2015-2016 rivelatesi immediatamente di notevole interesse e che consentivano di ricostruire il modo in cui il gruppo Orlando si era oramai affrancato dai clan Nuvoletta/Polverino per acquisire la forza di un clan autonomo e, soprattutto, in grado di controllare i territori di Marano, Calvizzano, Quarto, Qualiano e zone limitrofe. Determinanti si sono rivelate le intercettazioni delle conversazioni registrate all‟interno delle autovetture e sulle utenze in uso ai fratelli Sarappo, Gennaro e Mario, in quanto, da un lato, documentano gli stabili rapporti esistenti tra i vertici del clan ed i due fratelli e, dall’altro, consentono di ricostruire in diretta attività illecite portate a termine anche grazie al contributo dei Sarappo ed in particolare di Gennaro, sia nel settore estorsivo sia in quello degli stupefacenti.

Il summit del 7 agosto 2015

L’incontro si tenne a Quarto. Gli affiliati avevano paura di essere seguiti anche perché era prevista la presenza del latitante Antonio Orlando.
Il summit si rese necessario perché il clan Orlando stava sostituendo il clan Polverino in ogni settore e vi era disponibilità degli Orlando ad attrarre nelle loro fila i giovani di valore dei Polverino (approfittando del loro malcontento): “Lo facciamo per senza niente per la testa di questo. Va be, bene o male, tu ti fai la macchinetta
….inc….a te ho detto però come a te ci sono altri ragazzi validi…..incomp….che non percepiscono
niente che stanno intorno ai POLVERINO, per amore ho detto io”.
La delicatezza delle questioni da affrontare impone la presenza di Antonio Orlando: “Ho detto poi un latitante di questo deve venire a 10 mila appuntamenti..e tavole e tavolelle ho detto io. Un uomo d’onore come questo, 50 anni…ho detto io ..tavole e tavolelle perche? ..Perchè uno scemo come quello non capisce la cosa come sta?…che ha fatto solo guai!”; ed invero, era stato presente proprio in quell‟occasione
Emerse anche il motivo per il quale il clan “Orlando ha deciso, sia pure in ritardo, di sostituirsi ai Polverino nel controllo del territorio.