Ventiquattro anni fa la strage del Quadrivio di Secondigliano, i familiari delle vittime:«Tante promesse disattese»

Commemorazione con proteste dei familiari delle vittime della strage del quadrivio di Secondigliano del 23 gennaio del 1996, quando una fuga di gas distrusse un palazzo e uccise ben 11 persone, Michele Sparaco, Alfonso Scala, Mario De Girolamo, Giuseppe Petrellese, Emilia Laudati, Serena De Santis di soli 12 anni, Gennaro De Luca, Pasquale Silvestro, Francesco Russo, Ciro Vastarella e Stefania Bellone, quest’ultima mai ritrovata nonostante approfondite ricerche. Nella cerimonia di questa mattina sul luogo del disastro i parenti di chi perse la vita 24 anni fa denunciano la scarsa attenzione delle istituzioni, a partire dal Comune di Napoli, per le precarie condizioni sia della piccola cappella dedicata al ricordo delle 11 vittime, con il tetto oramai quasi del tutto divelto e causa di allagamenti nei giorni di pioggia, che per l’inerzia rispetto ai progetti di recupero – tuttora bloccati – dell’area interessata dallo scoppio e di cui lo stesso Comune ha pertinenza. Sandro Russo, portavoce dei parenti delle vittime del Quadrivio, non ci sta all’abbandono della zona affermando come «per quest’area esistano dei fondi per la riqualificazione.

Parliamo di cifre consistenti, mai utilizzate. Sappiamo che forse non tutti i soldi saranno spesi e quindi probabilmente i progetti dovranno essere adeguati». In ogni caso, Russo auspica «che il Comune di Napoli si impegni a restituire alla cittadinanza, ai giovani e ai ragazzi questi spazi, è impensabile lasciarlo in questo modo. C’è voluta la ruspa per pulire. Gli ex operai che lavoravano in quel cantiere (il progetto era quello di dotare la zona di uno svincolo dell’Asse Mediano ndr.) e i familiari ogni anno si ritrovano a dire sempre Le istituzioni devono fare un passo avanti anche per garantire un minimo di decoro». In un volantino diffuso nelle scorse ore gli stessi familiari hanno parlato apertamente di «promesse mancate, solo promesse mancate. Siamo stanchi e chiediamo un umile aiuto alle Istituzioni e gli organi competenti. Troveremo mai qualcuno?. Noi non abbiamo colpe».
Oltre ai familiari delle vittime, ai lavoratori di allora e alle scolaresche, presente questa mattina anche il presidente della VII Municipalità Maurizio Moschetti che annuncia la nascita, in verità più volte annunciato, di un «comitato che si occupi anche di introdurre alle istituzioni i giovani studenti del territorio. I familiari hanno ragione, all’interno della cappella piove ed io mi vergogno per questo. Non è normale – afferma ancora Moschetti – dover insistere con Asìa per far pulire la cappella. Per la prima volta abbiamo riconsegnato le chiavi per consentire ad Asìa di pulire in maniera costante. È importante comunque esserci alla commemorazione, perché quel giorno chiunque di noi poteva trovarsi sul posto al momento dello scoppio».