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Le operazioni di recupero del bus precipitato a Capri. FOTO ANSA

Bus precipitato a Capri, terminate le operazioni di recupero. Sono servite dodici ore di intenso lavoro e un imponente impiego di uomini e di mezzi, coordinati dalla tenacia dei Vigili del Fuoco e delle maestranze. E così, alle 21 di ieri sera, il pullmino Atc che lo scorso 22 luglio è volato nella scarpata che fiancheggia la spiaggia libera di Marina Grande a Capri è stato recuperato.

Bus precipitato a Capri, un passeggero: “Emanuele è morto per salvarci” [ARTICOLO 29 LUGLIO 2021]

Iniziano ad emergere le prime testimonianze sull’incidente del bus a Capri in cui ha perso tragicamente la vita il giovane papà napoletano Emanuele Melillo. Un passeggero ha chiarito a Il Mattino quelli che potrebbero essere stati gli ultimi istanti di vita dell’autista, prima che il mezzo precipitasse dalla ringhiera panoramica.

Bus precipitato a Capri, un passeggero: “Emanuele Melillo è morto per salvarci”

Secondo quanto riportato da il testimone, Emanuele avrebbe fatto di tutto per salvare la vita sua, dei passeggeri e di quanti erano nelle vicinanze. A causare l’incidente sarebbe stato un guasto tecnico (una ruota che slitta e sbanda). L’autista che avrebbe fatto di tutto per fermare la marcia del mezzo ed evitare quanto poi purtroppo accaduto. Di sicuro, è stato vigile fino alla fine. Tanto da inarcarsi sulla sinistra, appoggiando la testa sul finestrino del lato guida, per controsterzare, per provare – con uno sforzo impossibile – a deviare il corso del bus che stava precipitando dal lato destro della carreggiata.

Chi era Emanuele Melillo

Emanuele Melillo, era sposato e la moglie da poco aveva annunciato di aspettare un bimbo. Il 33enne era già papà di una bimba avuta da una precedente relazione. Era un grande tifoso del Napoli.

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