Rifiuti incendiati fuori la scuola a Scampia, la preside chiude 4 aule

La spazzatura fuori la scuola
Spazzatura incendiata nei pressi della scuola Alpi-Levi di viale della Resistenza a Scampia, la preside Rosalba Rotondo chiude 4 aule per garantire agli alunni della materna la sicurezza igienica. Una scelta, presa nelle scorse settimane, ritenuta necessaria ma che sta creando dei disagi ai piccoli studenti. Alcuni di essi, infatti, sono ora costretti a far lezione nel refettorio dell’istituto in attesa della riapertura degli ambienti interdetti a causa della contiguità dei cumuli di rifiuti. Dopo le denunce della dirigente scolastica, questa mattina è partita una massiccia operazione di bonifica da parte di Asia Napoli volta ad eliminare proprio l’enorme quantitativo di materiale combusto, con la spazzatura sovente data alle fiamme spesso in viale della Resistenza nei pressi del campo rom e anche del deposito Asia.
«Tempo 10/15 giorni e qui ci sarà di nuovo l’abbandono di rifiuti, questo è un punto delicato dove si sversa di tutto» non si fa illusioni Francesco Mascolo, direttore generale di Asia Napoli e sul posto stamane a coordinare gli interventi di eliminazione della spazzatura. «Se le aule verranno riaperte solo dopo la partenza della refezione scolastica (prevista per i primi giorni di novembre ndr.), dove faranno lezione i nostri figli?» si chiedono i genitori degli alunni della Alpi-Levi.

Intanto anche gli educatori del plesso materno della Alpi-Levi sono amareggiati per i continui abbandoni di rifiuti, i roghi e le emergenze igienico-sanitarie. «Anche noi siamo soprattutto delle vittime di questa situazione, con i rifiuti che vengono gettati continuamente a pochi passi dalla scuola – affermano le maestre – Eppure noi ogni giorno cerchiamo di tutelare gli studenti e di coinvolgerli in progetti didattici incentrati anche sull’educazione ambientale». Spesso vengono colpevolizzati gli abitanti del storico campo rom (nato senza autorizzazione) di viale Della Resistenza per l’abbandono di rifiuti, nonostante anche molti cittadini autoctoni e provenienti da altri territori sversano di tutti per eludere le consuete norme di conferimento dei vari materiali.«A noi non hanno mai fornito i contenitori per fare la differenziata e buttare i rifiuti – affermano due donne del campo – e quindi siamo costretti anche a gettarli in strada, mica possiamo tenerceli nelle nostre stanze i rifiuti? C’erano dei progetti. Ci avevano detto che erano stati stanziati dei fondi per i rom anche per la tutela dell’ambiente. Dove sono? Non ne sappiamo nulla».

A poca distanza, nelle adiacenze della scuola superiore Itis Galielo Ferraris, è partita contestualmente un’analoga azione di pulizia con bobcat. Ad essere abbandonate su di un suolo in passato sequestrato dall’autorità giudiziaria anche alcune lastre di amianto, che dovranno essere trattate in modo differente per la loro natura di rifiuti classificati come speciali , oltre che pericolosi.«Sul territorio di opere di bonifica ne facciamo continuamente, è come stare in trincea e spesso non è facile intervenire sempre tempestivamente» commenta Vincenzo Spagnolo, ispettore Ambientale di Asìa Napoli per il quartiere di Scampia.