Rivolte nelle carceri, agente ‘infilzato’ da un detenuto al 41 bis

Un agente della Polizia Penitenziaria “infilzato” con una penna da un detenuto al 41-bis: è successo durante le rivolte nelle carceri di inizio marzo. Secondo quanto rende noto l’Osapp, con il vice segretario campano Luigi Castaldo, nonostante le violenze e i devastamenti, “non è stato preso nessun provvedimento contro i diversi rivoltosi individuati”. Restano, continua il sindacalista, “solo i milioni di euro di danni. Per non parlare delle gravi ripercussioni psicofisiche a causa dei carichi di lavoro sopraggiunti dal difficile periodo di restrizioni”. L’episodio è avvenuto nella casa circondariale Bancali di Sassari dove l’agente è rimasto ferito a uno zigomo. “Sulle chat – continua – ‘impazzano’ le immagini di quei terribili giorni”. Tali immagini stanno creando “nell’opinione pubblica disgusto e senso di debolezza. Nei confronti di uno Stato che dovrebbe dimostrare tutt’altro”. L’Osapp chiede “interventi giuridici, teser, jammer e soprattutto pene piu’ severe per i rivoltosi”.

Rivolte nelle carceri

Non sono pochi gli episodi di rivolte nelle carceri dallo scorso marzo, quando è scoppiato l’allarme pandemia da coronavirus. Lo scorso 9 marzo, ad esempio, dopo le rivolte nelle carceri di Modena, le proteste divampano in altri istituti penitenziari italiani. Secondo le prime informazioni i detenuti avevano divelto un cancello della ‘block house’, la zona che li separa dalla strada. I detenuti chiedevano l’indulto e maggiori garanzie per la sicurezza dal coronavirus. Alcuni parenti dei detenuti che si trovavano nel piazzale esterno avevano chiesto ai reclusi di rientrare nelle loro celle. Almeno sette i detenuti dati alla fuga, alcuni dei quali sono stati già rintracciati e bloccati. Poi la rivolta nelle carceri di Napoli, San Vittore a Milano, a Pavia.

I danni a Napoli

Quattro reparti distrutti e danni per milioni di euro nel carcere di Poggioreale. Circa un migliaio di detenuti ha dato vita a una rivolta innescata dalla sospensione dei colloqui imposta dal Dpcm per contrastare l’epidemia da coronavirus. Lo ha riferito il sindacato Osapp spiegando che i numerosi i tentativi di mediazione falliti. “I detenuti dell’ala destra del carcere, completamente devastata – hanno usato la violenza e l’inciviltà per tentare di sopraffare lo Stato. Per fortuna i ristretti dell’ala sinistra hanno invece mostrato pacificamente il loro dissenso nei confronti della sospensione dei colloqui”. Per Castaldo “la politica del Governo è stata disattenta, inefficace e superficiale di fronte alle tante criticità che vive la Polizia Penitenziaria”.