Camorra della Sanità, stangata per i Sequino e i Vastarella

Un duro colpo. E’ quello inferto questo pomeriggio dal gip Romano (XXII sezione penale) nel processo di primo grado contro la cosca dei Sequino, gruppo del rione Sanità che ha la propria roccaforte in via Santa Maria Antesaecula. La cosca è la stessa protagonista negli ultimi anni di una guerra a suon di raid e stese per il controllo dei traffici illeciti nella zona contro i Vastarella. Gli imputati rispondevano a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, porto abusivo di armi e spaccio di stupefacenti. Tutti reati aggravati da finalità e metodo mafiosi. Secondo quanto emerso dalle indagini, poi culminate nel maxi blitz del febbraio dello scorso anno, la guida del clan è sempre rimasta nella mani dei capi storici Salvatore e Nicola Sequino, che davano gli ordini agli affiliati anche dal carcere, approfittando dei colloqui. Condannati anche Antonio e Patrizio Vastarella.

TUTTE LE CONDANNE: CI SONO ANCHE I PARENTI DEL BOSS SEQUINO

Amodio Pasquale condannato a otto anni di reclusione

Bolognini Martina condannata a due anni di reclusione

Capobianco Sebastiano condannato a dodici anni di reclusione

Caruso Costantino condannato a dieci anni e otto mesi di reclusione

Cunzi Pasquale condannato a sette anni e otto mesi

Esposito Antonio condannato a undici anni

Esposito Antonio condannato a otto anni

Esposito Ciro condannato a sette anni e otto mesi

Esposito Gennaro condannato a undici anni

Esposito Sonia condannata a due anni e otto mesi

Frenna Carmela condannata a due anni

Giuliano Nunzio condannato a sei anni e otto mesi

Grasso Francesco condannato a undici anni

La Marca Salvatore condannato a undici anni

La Salvia Enrico condannato a sei anni e otto mesi

Minei Ciro condannato a dodici anni

Passaretti Gennaro condannato a nove anni

Pellecchia Salvatore condannato a otto anni

Pellecchia Silvestro condannato a venti anni

Perez Nunzia condannata a un anno e sei mesi

Savarese Salvatore condannato a due anni e otto mesi

Sequino Giovanni, di Nicola, detto “Gianni Gianni” condannato a vent’anni

Sequino Nicola condannato a dieci anni

Sequino Salvatore condannato a dieci anni e otto mesi

Taiani Luigi condannato a dodici anni

Vastarella Antonio condannato a dodici anni

Vastarella Patrizio condannato a ventidue anni

Zolfino Mirko condannato a dodici anni

Tra le persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare ci sono i parenti diretti dei due boss. Tra essi figura Sonia Esposito, moglie del boss detenuto Salvatore Sequino. Condanna anche per Giovanni Sequino, nipote dei boss. Nell’ottobre del 2016 rimase vittima di un agguato nel rione Sanità a Napoli. Stessa sorte per Silvestro e Salvatore Pellecchia, rispettivamente padre e figlio, imparentati coi boss Salvatore e Nicola Sequino. Silvestro
Pellecchia è il cognato dei due boss. A gennaio Salvatore Pellecchia, invece, rimase coinvolto in un agguato fuori all’ospedale Vecchio Pellegrini. Nel raid era rimasto ferito I.G. che si trovava con Pellecchia. Il giorno del blitz gli uomini della squadra mobile arrestarono Antonio e Patrizio Vastarella, già detenuti. Entrambi rispondevano di traffico di droga. Antonio Vastarella fu invece accusato del tentato omicidio di Giovanni Sequino. Gli avvocati Sergio e Arturo Cola, che difendevano Antonio Vastarella, hanno ottenuto per il loro assistito l’assoluzione dall’accusa di tentato omicidio di Giovanni Sequino ‘Pallino’. Risultato importante anche per l’avvocato Domenico Dello Iacono che ha ottenuto per il suo assistito Salvatore Pellecchia l’esclusione dell’accusa di associazione finalizzata al traffico di droga.

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