“Santa Teresa ‘a piscia sotto” la spiegazione del detto napoletano

Il 15 ottobre si festeggia Santa Teresa di Gesù, nota come Teresa Sánchez de Cepeda Ávila y Ahumada. A Napoli però, tra folclore e detti popolari, la patrona degli scrittori diventa ‘Teresa a pisciasotto’.

Tanti di noi, sin da piccoli, si sono sentiti dire almeno una volta dai propri nonni: “Oggi è 15 ottobre e come ogni anno piove sempre”. Secondo il mito è questo il motivo che si nasconde dietro al detto, antico almeno quanto le origini della tradizione napoletana.

Il culto

Anche il corpo di Santa Teresa, così come per quello di altri santi, fu oggetto di attenzioni, vi fu un vero dissidio per accaparrarsi i suoi resti mortali. Nove mesi dopo la scomparsa, la sua bara fu riaperta e la salma ritrovata incorrotta. Le fu quindi tagliata una mano perché fosse venerata anche dalle consorelle del primo monastero da lei fondato, San Giuseppe ad Avila.

Vi fu in sèguito la spartizione delle reliquie, ancora oggi conservate: il piede destro e una parte della mascella a Roma, la mano sinistra a Lisbona, quella destra a Ronda (Spagna), fu proprio questa la reliquia che Francisco Franco, dittatore spagnolo, strappò alle suore carmelitane conservandola fino al giorno della sua morte. Il corpo, da cui è stato peraltro estratto il cuore (ben visibile in un reliquiario al museo della chiesa di Alba de Tormes), è ancor oggi conservato sull’altare maggiore della stessa chiesa.

Definita dalla Chiesa “vergine serafica”, “santa dall’eminente dottrina” beatificata il 24 aprile 1614 da Papa Paolo V, fu canonizzata quarant’anni dopo la morte, il 12 marzo 1622, da papa Gregorio XV, insieme ad altre grandi figure del periodo della Controriforma quali Ignazio di Loyola, Francesco Saverio e Filippo Neri. Le Corti Generali (il Parlamento spagnolo) l’acclamarono patrona nel 1617. Le sue opere mistiche influenzarono molti scrittori successivi, tra cui Francesco di Sales. Teresa d’Avila fu proclamata solennemente Dottore della Chiesa da papa Paolo VI il 27 settembre 1970. Fu la prima donna a ricevere tale titolo, fino ad allora concesso soltanto a uomini. La seguiranno Santa Caterina da Siena la settimana successiva, Teresa di Lisieux (1997), carmelitana scalza come lei, e Ildegarda di Bingen (2012).

È patrona degli scrittori assieme a San Giovanni Evangelista, Cassiano di Imola e François de Sales.

«Questo suo sentire con la Chiesa, provato nel dolore alla vista della dispersione delle forze, la condusse a reagire con tutto il suo forte spirito castigliano nell’ansia di edificare il regno di Dio; decise di penetrare nel mondo che la circondava con una visione riformatrice per imprimergli un senso, un’armonia, un’anima cristiana. A distanza di cinque secoli, santa Teresa di Avila continua a lasciare le orme della sua missione spirituale, della nobiltà del suo cuore assetato di cattolicità, del suo amore spoglio di ogni affetto terreno per potersi dare totalmente alla Chiesa».