Uccisi e spariti nel nulla nel 2009: ritrovati i resti di 3 scissionisti a Mugnano

scissionisti Mugnano Francesco Ciro Russo
Da 11 anni si erano perse le loro tracce, ma per tutti erano considerati vittime della lupara bianca
Undici anni per rinvenire i cadaveri. In una zona diversa da quella indicata dal pentito. Ritrovati questo pomeriggio i resti umani di tre lupare bianche risalenti alla guerra interna agli scissionisti di circa dieci anni fa. A Mugnano, nei pressi della Circumvallazione, sono stati trovati i resti degli scissionisti Francesco Russo (alias dobermann), del figlio Ciro Russo e dell’autista Vincenzo Moscatelli uccisi e fatti scomparire nel 2009. Una delle vittime riconosciute per un braccialetto di legno.

I resti dei 3 scissionisti ritrovati in un terreno sulla Circumvallazione a Mugnano

Decisivo il lavoro del penalista di Carmine Amato e Francesco Biancolella, l’avvocato Luigi Senese, che, in sede processuale, per evidenziare le discrepanze nel racconto del pentito Carmine Cerrato, si è attivato con indagini difensive per scovare i resti dei tre ras.

Il pentito Cerrato aveva indicato un’altra zona agli inquirenti

Cerrato aveva indicato agli inquirenti una zona diversa anche se non molto distante da quella dove sono stati effettivamente rinvenuti i resti degli scissionisti di Mugnano. Nel 2015 il pentito riferì che i corpi dei tre si sarebbero dovuti trovare a poca distanza dal terreno dove invece sono stati individuati stamattina. All’epoca le forze dell’ordine e il pm Enrica Parascandolo seguirono le indicazioni di Cerrato ma non trovarono nulla. L’avvocato Senese, legale di Amato e Biancolella, aveva così deciso di iniziare uno scavo dopo aver preventivamente avvertito il procuratore Giovanni Melillo e i pm Maurizio De Marco e Vincenza Marra. Adesso Amato e Biancolella, i due imputati, sono attesi in corte di assise appello per il processo di secondo grado.

 

Prima faida di Scampia, boss condannato in Appello a 20 anni | Roma
Nella foto Raffaele Amato, detto O’ Lello, capo del clan degli Scissionisti e protagonista della prima faida di Scampia. La Prima faida di Scampia è stata una guerra di camorra, che ha coinvolto una serie di clan napoletani. Da una parte i Di Lauro di via Cupa dell’Arco a Secondigliano (capeggiati da Paolo Di Lauro), dall’altra la frangia dei cosiddetti “scissionisti”, anche detti “gli spagnoli” (perché aventi base operativa in Spagna), gruppo nato da una costola degli stessi Di Lauro. Oltre che a Scampia, la guerra si è svolta anche nei quartieri napoletani di Secondigliano e Miano e non solo. Teatro della guerra sono stati i comuni di Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Marano di Napoli, Giugliano in Campania, Bacoli, Casavatore e Arzano.

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